Sicurezza
Giro di vite sui subaffitti delle concessioni comunali
Scatta la verifica di tutti i titoli sulla Passeggiata e nella zona del mercato L’assessore Augier: «Faremo un regolamento che impedisca gli abusi»
VIAREGGIO. Scatta il giro di vite sui subaffitti delle concessioni demaniali comunali. Lo annuncia al Tirreno l’assessore al turismo e alle attività produttive Alessandro Augier. Che spiega: una cosa è fare l’imprenditore, un’altra fare il latifondista con un bene pubblico. E questo deve finire.
«Vedo che dell’uso delle concessioni si parla, e molto, sia in città che sui giornali - afferma Augier - a scanso di equivoci, ricordo che la necessità di trovare delle regole più stringenti era indicata nel programma elettorale del sindaco Leonardo Betti. Di conseguenza, non ci devono essere dubbi sul fatto che vogliamo combattere gli abusi».
Il primo passo, spiega l’assessore, «è una verifica a tappeto di tutti i titoli concessori sia in Passeggiata che nella zona del mercato. In questo modo avremo una mappa di quanti sono i concessionari che svolgono direttamente un’attività imprenditoriale sul terreno pubblico, e quanti invece ne subaffittano l’utilizzo ad altri». Il Comune, tra l’altro, vuole vedere chiaro sul fenomeno ancora più grave dell’ulteriore subappalto a un terzo soggetto. In una catena della rendita che finisce col disperdersi in mille rivoli, a danno dell’ultima ruota del carro: chi esercita davvero l’attività commerciale o imprenditoriale su suolo demaniale.
«Quando avremo una mappa completa - prosegue Augier - potremo capire come regolamentare questa cosa. Che è legale, non c’è dubbio, ma che nel corso degli anni è stata usata da alcuni soggetti a proprio uso e consumo, con guadagni faraonici e senza che l’ente pubblico esercitasse davvero il suo ruolo di controllo».
Ma come si disinnesca il meccanismo perverso del “io pago al Comune 10 e chiedo al privato 100”? Non dimentichiamoci che in questi anni si è fatto qualche blando tentativo, senza riuscirci: la disciplina che regola oggi le concessioni comunali non incide per nulla sul fenomeno. E qui non si scappa: o ci si inventa un vincolo agli affitti, o si impedisce nei fatti la possibilità di subappaltare la concessione se non in casi limite. «Al momento - ammette l’assessore - stiamo valutando alcune cose, ma non c’è ancora una strategia precisa. Ripeto: quello che non è ammissibile è che si speculi non su un bene privato, ma su un bene pubblico. Con un introito per le casse comunali che spesso non è apprezzabile».
Il tema delle concessioni (e dei canoni) è insomma più vivo che mai. Anche perché questo meccanismo, in tempi di crisi, viene ritenuto sempre meno tollerabile.
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