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Versilia

Beffa a Pietrasanta: qui l’Imu sulla prima casa va pagata

di Luca Basile
Beffa a Pietrasanta: qui l’Imu sulla prima casa va pagata

Il Comune ha innalzato l’aliquota dal 4 al 6 per mille, per questo viene penalizzato dal governo Entro gennaio i proprietari dovranno versare una rata pari a un quarto della somma dell’anno scorso

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PIETRASANTA. Pacco dono con sorpresa tutt’altro che gradita, quello che i pietrasantini saranno chiamati a scartare entro il prossimo 15 gennaio. Termine ultimo, infatti, per pagare, parte, della seconda rata Imu sulla prima casa. Smaltito lo stupore - ma l'Imu non era stata abolita? È domanda pertinente che molti si saranno fatti una volta venuti a conoscenza della novità - proviamo a fare un minimo di chiarezza su un tormentone infinito dall'epilogo con il retrogusto della beffa. In poche parole quei Comuni che hanno scelto, in sede di approvazione del bilancio di previsione, un'aliquota superiore rispetto a quella standard, dovranno fare pagare la metà di quella stessa maggiorazione ai loro cittadini. E Pietrasanta, che nel giugno scorso ha ratificato l'impennata percentuale dal quattro al sei per mille, entra di diritto e da protagonista, nel girone dei comuni italiani dove l'Imu, sull'abitazione principale, non è un ricordo, ma un qualcosa con cui dovere fare i conti e non soltanto in senso metaforico.

In poche parole il Governo Letta ha sì cancellato la seconda rata dell’Imu - dopo avere mandato agli archivi la prima - adottando però, in corso d'opera, un distinguo: là dove è stato deliberato per il 2013 un'aliquota superiore al quattro per mille, metà dell'aumento verrà coperto dallo Stato e l'altro dai Comuni. O meglio ancora, come detto, dal portafoglio dei cittadini.

Nel concreto a Pietrasanta i contribuenti dovranno pagare, entro la metà di gennaio, una rata Imu pari all'uno per mille. Un esempio? Se una famiglia, fino allo scorso anno, liquidava duecento euro complessive per le due rate Imu, sempre entro il prossimo 15 gennaio dovrà versarne cinquanta.

A vedere il bicchiere mezzo pieno, un discreto ribasso rispetto ai balzelli del passato, ma in questo caso il bicchiere sembrerebbe in realtà mezzo vuoto perché negli altri comuni versiliesi, dove l'aumento sulla prima casa non era stato previsto con casi, come Forte dei Marmi, dove era andato addirittura in scena il ribasso di percentuale, l'Imu sull'abitazione principale non verrà pagata.

Una beffa, come detto, con non pochi cittadini che punteranno l'indice contro l'amministrazione guidata dal sindaco Domenico Lombardi Lombardi, rea di avere detto sì ad una carica impositiva esagerata sulle case non di lusso.

Amministrazione comunale che non ci sta, però, a passare per quella che vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini in modo sguaiato e che passa anzi al contrattacco. «Il nostro Comune ha approvato il bilancio, contenente l'aumento dell'aliquota in questione, nel giugno scorso, prima ancora che venisse approvato il decreto di abolizione dell'Imu, quindi nessuna furbata per ottenere un eventuale trasferimento maggiorato dallo Stato. Anzi, grazie a questa tempistica, non è affatto escluso che Pietrasanta non venga inclusa fra quei Comuni che saranno obbligati a fare pagare l'imposta sulla prima casa ai propri cittadini. Detto questo il rialzo dell'aliquota - insistono gli amministratori municipali - è stato dovuto ad un preciso impegno preso con la Corte dei Conti relativo al disavanzo dei nostri conti, superiore a sette milioni di euro».

Tradotto in numeri, nel 2012 i proventi Imu a Pietrasanta sulla prima casa sono stati pari a due milioni e duecentomila euro: nel 2013, passando dal quattro al sei per mille, il gettito previsto è di tre milioni e trecentomila euro. La differenza, pari a un milione e centomila euro, verrà coperta in parte dallo Stato - 550 mila euro e che quindi trasferirà complessivamente due milioni e 750 mila euro - e nella parte restante, sempre 550 mila euro, dai pietrasantini. Prosit.

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