Sicurezza
La barra sabbiosa avanza: i rilievi già noti da sabato
VIAREGGIO. I rilievi della “Geopolaris” «sono stati consegnati in Capitaneria sabato scorso» e «si vede chiaramente l’avanzamento della barra sabbiosa rispetto ai rilievi di giugno». A raccontare...
VIAREGGIO. I rilievi della “Geopolaris” «sono stati consegnati in Capitaneria sabato scorso» e «si vede chiaramente l’avanzamento della barra sabbiosa rispetto ai rilievi di giugno». A raccontare come sta il fondale in ingresso ed uscita dal porto è Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale, all’indomani dell’episodio che ha visto un veliero Perini incagliato in uscita mercoledì mattina quattro giorni dopo che i risultati dei rilievi erano stati resi noti. «Da due dei rilievi consegnati - conti nua Morelli - si vede chiaramente l’avanzamento avvenuto nel giro di pochi mesi. Anche i comandanti che ruotano intorno a Perini e che ho incontrato stamattina (ieri per chi legge, ndr) accompagnati da Pietro Angelini (coordinatore del Consorzio Navigo, ndr) si sono resi conto dell’eccezionalità dell’evento e della progressione fatta dalla sabbia».
Intanto, ieri mattina è arrivata la draga “Giuseppe Cucco” della “Dragaggi” di Porto Marghera: «Partita da Livorno - continua Morelli - conto sul fatto che già da oggi possa iniziare a lavorare, una volta pronta l’ordinanza della Capitaneria. E che per domenica vi siano i primi risultati». L’impresa veneta scaverà 25mila metri cubi di sabbia per un costo di 200mila euro, che saranno pagati con un verbale di somma urgenza dalla stessa Autorità regionale. La sabbia scavata sarà utilizzata per ripascere la spiaggia di Ponente dove sarà scaricata dalla stessa draga.
«Il primo intervento riguarderà la zona Nord della lingua di sabbia - così annuncia il segretario dell’Autorità portuale - intanto per migliorare l’esecuzione della manovra classica in entrate ed uscita dal porto. Una volta arrivati a questo punto, faremo il punto della situazione per poi proseguire verso Sud in maniera continua. Mi è stato assicurato che la draga lavorerà anche il sabato».
Resta la domanda se fosse necessario arrivare all’ennesima barca incagliata per capire che i tempi della burocrazia non sono quelli della sabbia, che corre veloce sott’acqua. Ed inoltre: a rilievi nuovi di zecca noti da cinque giorni, se fosse accaduto un incidente un po’ più grave di quello in cui è incappato il 56 metri di Perini, a chi sarebbe stata attribuita la responsabilità? Perché la barra sabbiosa non è può più essere l’escamotage «con il quale “mungere” appalti», come sottolinea Federico Guidi, esponente di Rifondazione comunista: è sempre di più una questione reale di sicurezza portuale. Per chi è a bordo della barche, prima di tutto...
Donatella Francesconi
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