Il Tirreno

Versilia

Il collegio Colombo restituito agli studenti

di Roy Lepore

L’addio delle famiglie senza casa che avevano occupato l’Alberghiero in Darsena «Grazie a chi ci ha trovato una sistemazione, eravamo disperati e pronti a tutto»

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VIAREGGIO. Liberato il terzo piano del collegio Colombo, occupato dal 12 maggio scorso da alcune famiglie senza casa. Ora gli studenti dell’Alberghiero potranno riprenderne possesso dopo alcuni lavori di adeguamento della Provincia.

Come era avvenuto quel giorno, anche ieri gli ormai ex occupanti hanno pranzato insieme. «Ho rischiato il suicidio», dice Rosario, 65 anni titolare di una pensione sociale, che ha perso il lavoro e si è ritrovato costretto a dormire in auto. «Se non c’erano questi ragazzi dell’Unione inquilini e della Brigata sociale antisfratto - dice - chissà come sarebbe finita per me. Ho infatti pensato seriamente più di una volta di farla finita, perché non si può vivere così. Dopo che ho lavorato in Germania per quattro anni, sono tornato due anni fa in Italia. L’anno scorso ho perso il lavoro in un cantiere a Viareggio e mi sono trovato in pratica in mezzo a una strada. Ho dormito in auto per molto tempo, con le forze dell’ordine che mi hanno controllato più di una volta. Poi mi sono unito a queste altre famiglie che erano senza casa, siamo venuti al collegio Colombo e grazie a questi ragazzi ho almeno trovato un tetto, ed ora per un anno posso dire, insieme agli altri, di avere riacquistato una dignità. Senza però l’aiuto delle istituzioni, che ci hanno completamente abbandonato».

Michelangelo Di Beo, segretario dell’Unione inquilini, intende ribadire che è stato mantenuto l’impegno assunto con la preside e gli studenti del Marconi. «Avevamo detto che avremmo liberato le stanze affiché la Provincia e il Comune realizzassero i laboratori per gli studenti. Ed ora vogliamo che sia fatto, ma non in maniera approssimativa: deve essere aperto un cantiere per l’inizio dei lavori. Queste sedici persone che hanno trovato ospitalità al Colombo ora andranno in appartamenti di privati, con il supporto della Fondazione casa, ma il Comune dovrebbe rendersi conto che in città ci sono molte case libere, forse più di quelle abitate. Ed allora, perché gettare via denaro pagando alberghi dove sistemare chi non ha una casa, senza invece costruirne per risolvere i problemi? Sono sempre più insistenti le voci sul rischio che le case popolari alla Migliarina e a Torre del Lago non vengano terminate. Il Comune dovrebbe far luce su queste cose, altrimenti la situazione dell’emergenza abitativa non troverà mai una soluzione. Noi continueremo a vigilare affinché queste famiglie che ora hanno lasciato il Colombo, così come altre fra un anno non si ritrovino con i soliti problemi. Saremo presenti anche per far fronte alle altre situazioni urgenti che ci sono in città. Il Comune deve essere consapevole che è iniziato un percorso con tutte queste persone insieme a noi e che proseguirà».

Nadia, un’altra degli ex occupanti, affronta il punto della disgregazione dei nuclei familiari dopo l’intervento degli assistenti sociali. «Non so se è giusto che qualcuno stabilisca che i figli devono andare in una casa famiglia e i genitori in un albergo - dice - anche nel mio caso volevano che mia madre andasse da una parte ed io da un’altra. Io, però, mi sono opposta. La casa e il lavoro in un Paese civile devono essere assicurati per tutti. Nel 2014 parlano delle rate dell’Imu, invece di pensare al fatto che ci sono persone che dormono in auto, sotto i ponti o su una panchina. Tutto questo - conclude - è semplicemente vergognoso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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