Il Tirreno

Versilia

Decreto ingiuntivo al Comune: Arpat chiede 400mila euro

di Luca Basile
Decreto ingiuntivo al Comune: Arpat chiede 400mila euro

È il costo delle attività dell’agenzia sull’impianto del Pollino Viti: «Sono debiti delle altre amministrazioni versiliesi»

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PIETRASANTA. L’ordinanza di ingiunzione di pagamento è arrivata a palazzo comunale ieri mattina: a reclamare la liquidazione del dovuto, si parla di una cifra intorno ai 400 mila euro, l’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana che ha quindi deciso di coinvolgere il tribunale in un contenzioso a più zeri.

«Abbiamo avuto notizia dell'ordinanza di ingiunzione questa mattina (ieri per chi legge, ndr), ma con i legali del Comune non c'è ancora stato il tempo per approfondirla e quindi di conoscerla nei suoi dettagli. Una volta letta la Giunta e il Sindaco valuteranno come muoversi» taglia corto l'assessore all'ambiente Italo Viti.

La somma reclamata si legherebbe ad alcune prestazioni professionali eseguite anni fa da Arpat e relative al monitoraggio dei fumi presso l'impianto del Pollino. «Somme che, sempre per quanto riguarda la frazione di competenza il comune di Pietrasanta, riteniamo già di avere saldato» aggiunge Viti. In realtà il discorso è più ampio ed è relativo alle quote dovute dai singoli comuni versiliesi: Pietrasanta, territorialmente, ospita l'impianto del Pollino ed è quindi il referente principale di ogni eventuale prestazione o pagamento che vengono richiesti. Pietrasanta che poi, a sua volta, si deve rifare sugli altri Comuni in base ad una precisa compartecipazione alle spese. Per questo la stessa assessore al bilancio, Daniela Ferrieri, annuncia di voler contattare i colleghi delle altre amministrazioni per fare piena chiarezza sulle cifre chieste da Arpat che, confemra la versione di Viti, Pietrasanta per parte sua avrebbe già versato.

La vicenda è abbastanza intricata, con l'amministrazione Lombardi ed Arpat che non più tardi di un anno fa, proprio a margine della querelle economica, avevano pensato di compensare il dovuto con l'acquisto, da parte dell' Agenzia, di un bene immobile di proprietà del Comune. Immobile da destinare a sede operativa e logistica proprio di Arpat. Una trattativa che, a quanto pare, non ha però avuto un buon esito. Cosa può fare l'amministrazione in questa fase? Probabilmente, nei termini previsti, e per evitare eventuali pignoramenti persistendo il mancato pagamento dell'importo in questione, farà ricorso al Consiglio di Stato per chiedere la sospensiva. A dire il vero i contenziosi che vedono protagonisti i comuni della Versilia a margine della vicenda inceneritore sono molti e riguardano soprattutto i rapporti, conflittuali, con Termomeccanica. L'azione a firma di Arpat è un nuovo e penalizzante capitolo per il già poco rassicurante stato di salute del bilancio comunale.

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