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Versilia

in tribunale

La strage torna in aula mentre l’Europa discute dell’antisvio

VIAREGGIO. Strage di Viareggio, si torna in aula. Seconda udienza del processo, con i giudici chiamati a decidere sull’ammissione o meno delle parti civili già ammesse dal gup a partecipare al...

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VIAREGGIO. Strage di Viareggio, si torna in aula. Seconda udienza del processo, con i giudici chiamati a decidere sull’ammissione o meno delle parti civili già ammesse dal gup a partecipare al dibattimento. L’appuntamento, per chi volesse essere presente nel sostenere i familiari delle vittime, è alle 9 davanti ai cancelli del Polo fieristico di Lucca.

Ma non è solo la giustizia ad occuparsi del disastro ferroviario del giugno 2009, con i suoi 32 morti, i feriti, la distruzione che lo scoppio del Gpl fuoriuscito dalla cisterna squarciata provocò. Di Viareggio, di quello che accadde quella maledetta notte, si discute in Europa. Grazie alle raccomandazioni messe nere su bianco dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (Dgif) e alla sua commissione, nominata all’indomani del disastro. Nei giorni scorsi Massimo Costa per la Dgif ha partecipato alla Riunione della seconda sezione del Comitato esperti Rid (le regole per il trasporto delle merci pericolose) nel quadro dei lavori dell’Otif (Organizzazione intergovernativa per i trasporti internazionali ferroviari). Tra gli argomenti all’ordine del giorno, la necessità di sostenere l’adozione dei dispositivi anti svio, che è proprio una delle raccomandazione della Dgif scaturite dal lavoro fatto sul disastro di Viareggio.

Alla domanda su come sia andata, l’ingegner Costa risponde: «C’è molta attenzione. E posso dire che nell’opera di diffusione delle nostre raccomandazioni (dirette anche all’Europa, ndr) siamo ampiamente ascoltati in ambito internazionale». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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