Il Tirreno

Versilia

Sconto sul pass residenti: 10 euro per la prima auto

di Donatella Francesconi
Sconto sul pass residenti: 10 euro per la prima auto

Mover dimezza il costo nel pacchetto di proposte presentate al Comune comprensive di revisione del contratto al vaglio dell’amministrazione

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VIAREGGIO. Ridurre da 20 a 10 euro il costo annuo per la sosta della prima auto in uso ai residenti: è la soluzione uscita dal "cilindro" della Mover e depositata all'attenzione del sindaco Betti. Un passaggio, quello del taglio dei costi per i cittadini, approvato dal consiglio di amministrazione della società dei parcheggi, privatizzata per il 40% dalla Giunta Lunardini con l'ingresso della Sasit di Paolo Del Pistoia (che ha concorso in associazione d'impresa con la “Pari”, costituendo la “Paolo Del Pistoia società consortile a responsabilità limitata”), già socio del Comune in Sea risorse.

A decidere la sosta a pagamento per i residenti, e le relative tariffe, fu il commissario straordinario Domenico Mannino. Il quale, fissando a 20 euro il costo annuale per la prima auto e 100 per la seconda, ebbe a dichiarare: «Era inevitabile, al fine di rispettare il contratto, o aumentare le tariffe già esistenti o introdurne di nuove. La scelta è caduta su tale ultima ipotesi - peraltro già comune alle città toscane - mantenendone l'importo ai livelli più bassi consentiti e, comunque, inferiori ai Comuni limitrofi». La decisione era «inevitabile» perché il contratto tra Comune e socio privato della Mover prevede un clausola che Leonardo Betti, prima da consigliere comunale di opposizione e poi da sindaco, ha più volte definito «capestro». Si tratta di quella per cui (articolo 7 secondo comma) «il Comune si impegna a definire le tariffe per la sosta in modo da garantire comunque un gettito annuale a favore della società non inferiore a quello indicato nell'ultimo bilancio consuntivo (2010), approvato prima di indire la gara di individuazione del socio privato». La cifra è di 4,9 milioni di euro. Che il consiglio di amministrazione della Mover ha approvato di ridurre a 4,5.

Considerato che la stagione turistica è andata al ribasso ed i ricavi della società sono inferiori di circa 350mila euro (come dichiarava qualche settimana fa al "Tirreno" il presidente di Mover, Paolo Casini) , fatti i conti il socio privato rinuncerebbe dunque a 750mila euro. A fronte - questo pare essere stato il passaggio convincente in sede di discussione in consiglio di amministrazione - di una rapida ripresa di quegli interventi su tutta la serie di opere che fanno parte integrante del contratto siglato con l'ente pubblico. A partire da quel parcheggio all’ex gasometro che vide il terreno in questione oggetto di una perizia al fine di essere utilizzato come patrimonializzazione della Mover. Così da rendere la società della sosta più appetibile per chi si accingeva a partecipare ad una gara che fu molto discussa.

Il “pacchetto” di modifiche approvate dal Cda Mover comprende - dalle prime indiscrezioni trapelate - anche alcune novità importanti in tema di riattribuzione dei poteri all’amministratore delegato Mario Del Pistoia, figlio di Paolo, già passato da Sea. Il consiglio di amministrazione, in sostanza, si riappropria delle deleghe che la Giunta Lunardini aveva indirizzato (con un atto a firma dell’assessore Roberto Bucciarelli) proprio sulla figura dell’amministratore delegato.

Il passaggio nel suo insieme prevede anche la riduzione del compenso dell’ad, che fino ad oggi sarebbe stato superiore ai termine di legge (una percentuale di quanto percepito dal sindaco) e una revisione dei patti parasociali. E su questo punto, così come sui restanti aspetti amministrativo/giuridici della proposta arrivata da Mover, in Municipio l’iter si è come congelato. A partire dai dubbi dell’avvocatura del Comune, per la quale si tratterebbe di mettere mano ad atti sostanziali della gara che ha portato alla parziale privatizzazione della Mover. Tra i nodi che avrebbero rallentato la decisione complessiva, compresa di riduzione del costo degli abbonamenti residenti che dovrebbe scattare da febbraio 2014, anche il dubbio da sciogliere in merito a quale organismo sia competente a modificare i patti parasociali, peraltro approvati dal consiglio comunale.

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