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Politiche unite contro la violenza

Politiche unite contro la violenza

Al liceo Scientifico gli studenti si mobilitano con creatività

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VIAREGGIO. Un “sentiero” di scarpe da donna, rigorosamente rosse: è quello che hanno voluto tracciare gli studenti del liceo scientifico “Barsanti e Mattecucci” nella giornata dedicata in tutto il mondo al fenomeno della violenza contro le donne. Iniziativa ancor più importante perchè voluta dalle generazioni più giovani, quelle cui è affidata la speranza del cambiamento.

Dal “fronte” degli adulti, invece, si è fatta sentire l’adesione delle consigliere comunali di Viareggio alla giornata. «Nella giornata internazionale contro la violenza alle donne, noi tutte, consigliere comunali di Viareggio, all'unisono e senza distinzioni di colore politico, vogliamo far sentire la nostra voce e unirci ai numerosi cori, prevalentemente al femminile, che affrontano il tema del femminicidio, perché riteniamo che sia una strage che si possa fermare e che sia possibile fare qualcosa perché non accada mai più. Noi che sediamo in un posto un tempo tradizionalmente riservato all'uomo, noi che allattiamo su queste sedie, che vi arriviamo compresse tra i nostri impegni lavorativi, familiari e domestici, noi abbiamo tuttavia il privilegio e la possibilità di cambiare qualcosa e di far cambiare le cose. O almeno di provarci e di lottare per questo».

Le consigliere viareggine affidano a Beatrice Pieraccini, avvocato, eletta nelle fila del Pd il compito di diffondere il documento comune. Firmato tutte insieme per ricordare come «bisogna che tutti si assumano la responsabilità di indignarsi per quanto accade alle donne, a partire dai nostri colleghi, che vorremmo accanto in questa battaglia. Il femminicidio cessa se gli uomini cessano di perpetrarlo, non se gli uomini che lo hanno commesso vengono puniti. Perché noi donne non siamo migliori o peggiori degli uomini: siamo solo diverse. Siamo figlie, madri, nonne, cittadine, amiche, sorelle, lavoratrici, amanti, immigrate e badanti. E lo siamo sempre con un profondo senso di responsabilità, sempre costrette a decidere fra famiglia e lavoro e carriera e affetti. Siamo convinte che il nostro sarebbe un paese migliore se le donne potessero sentirsi libere di esercitare la loro professione e d'incidere politicamente, senza rinunciare ai loro affetti e al desiderio di formarsi una famiglia».

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