Gioco
De Plano guarda già al futuro: «Ora sotto con l’edizione 2014»
Il direttore artistico felice per il festival appena concluso: «Ottimi risultati: non potevo sperare di più e di meglio»
VIAREGGIO. Quando ha messo mano al programma del trentennale di EuropaCinema non poteva sperare in una edizione migliore. Specie alla luce del poco tempo (meno di due mesi) e dei pochi finanziamenti (116mila euro fra contributi pubblici e privati) che aveva a disposizione. Daniele De Plano la sua scommessa l'ha dunque vinta. E non sono solo i numeri a dargli ragione. Oltre ad aver attirato più di cinquemila spettatori alle proiezioni, nei quattro giorni della manifestazione il neo direttore artistico ha portato a Viareggio tre grandi nomi del cinema italiano come Ettore Scola, Sergio Castellitto e Peter Greenaway. Ed ha riavvicinato alla città quel Felice Laudadio che se ne era andato alcuni anni fa sbattendo la porta.
Allora, De Plano. Soddisfatto di questo festival?
«Davvero non potevo sperare di meglio. E, devo dire, forse non sarei riuscito a fare meglio neppure se avessi avuto a mia disposizione più tempo del poco che ho avuto. Per quello che riguarda le risorse, è chiaro che un festival con un budget di 116mila euro non può mirare troppo in alto. Ma con quella cifra a disposizione siamo comunque riusciti a confezionare un buon prodotto. E, non ci crederete, ma siamo riusciti anche a risparmiare qualcosina...»
Sulla base dell'esperienza di questa edizione, qual è la cosa che certamente rifarà anche il prossimo anno. E quale, invece, quella che non ripeterà?
«Un'idea vincente che di certo riproporremo è quella del biglietto d'ingresso ad un euro. E' una iniziativa che ha avvicinato moltissimi spettatori, soprattutto giovani, che magari solitamente vanno di rado al cinema proprio perché il costo è troppo alto per le loro tasche. Credo molto in un cinema popolare. E giovane. Quanto alle cose da non ripetere, aspetto suggerimenti dall'esterno».
Per esempio c'è chi ha detto che è stato un festival troppo maschile, senza quella componente glamour che solo la presenza di un'attrice può portare...
«E' vero. Forse è mancato un nome femminile che calamitasse l'attenzione di stampa e televisioni dando una spolverata glamour che è componente essenziale di un festival cinematografico. Per il prossimo anno ci penseremo...»
L'attenzione sul festival l'hanno invece attirata le polemiche sulla cittadinanza a Ettore Scola. Finora, sull'argomento, ha preferito mantenere il basso profilo. Adesso, a festival finito, vuol dire qualcosa di più?
«Ho lasciato che una polemica tutta politica restasse in un ambito tutto politico. E non ho voluto di proposito prendere posizione. Ma la città ha dimostrato che le polemiche sulla cittadinanza ad un grande regista come Ettore Scola erano un grande bluff».
Europacinema 2013 ha segnato anche il riavvicinamento a Viareggio di Felice Laudadio, storico fondatore del festival.
«Per me Laudadio è sempre stato un mito. Fin da quando, ancora studente universitario, frequentavo il festival da spettatore. Prima di questa edizione non avevo mai avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Si è rivelato un sostegno importante per Europacinema. E credo che abbia capito che il festival è finito non dico in buone mani perché non sta a me giudicare, ma quantomeno in mani oneste».
Parliamo di futuro. Ha annunciato le date del 2014. Con il festival che si sposta a settembre. E' questa la giusta collocazione di Europacinema?
«Io credo di sì. A settembre e ottobre sono concentrati moltissimi appuntamenti di richiamo per la Versilia. Penso al Premio satira politica a Forte, a DocCartoon a Pietrasanta, a Lucca Film Festival. Riempendo il weekend lungo che va dal 18 al 21 settembre riusciremo a mettere in piedi un lungo cartellone di cinema capace anche di prolungare la stagione estiva. E poi ho un sogno. Inaugurare il festival con una grande serata al teatro all'aperto di Torre del Lago. E con il festival a settembre si può fare...»
Prima dell'inizio del festival ha già annunciato che il prossimo anno Europacinema punterà sulla commedia. Una scelta che, per altro, proprio Laudadio ha criticato. E' sempre della stessa idea?
«Sì. Capisco le riserve di Laudadio, ma Viareggio e la Versilia sono legate a triplo filo con un genere come la commedia. Innanzitutto perché di Viareggio era Mario Monicelli. E poi per l'affinità con il Carnevale e il Premio Satira. Senza dimenticare poi che la Toscana è la patria di un certo modo di essere ironico e pungente. Pensando all'edizione 2014, poi, stiamo lavorando per ospitare a Viareggio la consegna dei nastri d'argento per le opere prime, riconoscimento che viene assegnato dai critici cinematografici. E poi, ancora, mi piacerebbe poter allestire una sezione con i migliori film che sono stati esclusi dai grandi festival italiani e internazionali. Una sorta di Salon de refusés del cinema che, come avvenne in Francia per gli impressionisti, possa rivalutare opere ingiustamente scartate. Al di fuori del periodo del festival, infine, vorrei organizzare una rassegna con i migliori film usciti dai festival Lgbt di tutta Europa da proporre durante l'estate a Torre del Lago».
@ClaVecoli
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