Il Tirreno

Versilia

Nuovo balzello in arrivo Imprese edili in rivolta

di Matteo Tuccini

Ecco la patente a punti per la sicurezza: averla costerà fino a 1.500 euro E dopo un certo numero di infrazioni si rischia di non poter lavorare più

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VIAREGGIO. Le imprese edili sono in rivolta. Non bastava la crisi economica, che ha falcidiato un settore un tempo florido e ridotto il numero dei cantieri aperti in Versilia (oltre che degli addetti): ora le aziende costruttrici sono in allarme per l’introduzione della patente a punti in edilizia. Che dovrebbe essere piuttosto vicina.

La patente degli edili. Si chiama proprio così, infatti, il nuovo meccanismo previsto dal ministero del Lavoro per aumentare la sicurezza nei cantieri. E funzionerà proprio come l’omologa patente per gli automobilisti: più punti avrai, più verrai considerato bravo anche nell’accesso a bandi e finanziamenti. Conseguirla e mantenerla significherà un costo aggiuntivo per le aziende, che alcune associazioni di categoria stimano da diverse centinaia fino a 1.500 euro all’anno (dipende dalla grandezza dell’impresa e dal numero dei dipendenti). E dopo un certo numero di infrazioni arriverà il semaforo rosso: prendere appalti, sia nel pubblico che nel privato, sarà praticamente impossibile. Tanto che il passo successivo sarà quasi certamente la chiusura.

Gli adempimenti da fare. A essere contraria all’introduzione della patente è soprattutto Confartigianato. «La nostra associazione di categoria - spiega il direttore Roberto Favilla - è contraria all’istituzione di una patente a punti in edilizia, misura annunciata dal Governo per gestire la qualificazione delle imprese di costruzioni, ai fini della loro partecipazione ad appalti e per accedere a finanziamenti pubblici». Confartigianato contesta il provvedimento, giudicandolo «l’ennesimo balzello burocratico sulle spalle degli imprenditori edili, che duplica oneri economici e adempimenti amministrativi rispetto a quelli già esistenti e che alle aziende costerà non meno di 300 milioni di euro». Una cifra calcolata dagli imprenditori «sommando gli oneri di iscrizione all’apposita sezione presso la Camera di commercio e le spese per tutti gli altri adempimenti, tra cui la formazione, la dotazione di nuove attrezzature, la nomina del responsabile tecnico».

La questione sicurezza. Inoltre, a giudizio della Confederazione, il meccanismo con il quale vengono attribuiti i punti della patente penalizza le piccole imprese rispetto alle grandi aziende. «Tutto ciò senza garantire maggiore efficienza nella gestione della sicurezza sul lavoro - dice Favilla - obiettivo che noi condividiamo, e ci mancherebbe. Secondo noi, però, la patente a punti in edilizia rischia di trasformarsi in un nuovo Sistri, vale a dire in un sistema costoso e complesso per le imprese, ma inefficace rispetto all’obiettivo che si prefigge. Un adempimento oneroso, inutile e complicato, che rischia di dare il colpo di grazia alle imprese del settore costruzioni alle prese con una crisi profonda che, nel 2012, ha provocato la perdita di 122mila addetti e 61.844 aziende». La sicurezza sul lavoro - aggiunge Favilla - «si tutela con regole efficaci, non aumentando la burocrazia. Il Testo unico sulla sicurezza del lavoro, infatti, contiene già le norme per garantire la salute di chi lavora in cantiere, e per punire le violazioni. Non abbiamo bisogno di nuovi costi e di nuovi adempimenti. Invece si continua ad introdurre burocrazia, oneri procedurali ed economici, enti pubblici e privati ai quali chiedere autorizzazioni. E la tanto annunciata semplificazione, che fine ha fatto?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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