Sicurezza
Fondata nel 1921, novant’anni dopo chiude per fallimento
VIAREGGIO. Il Consorzio Etruria è una delle più antiche cooperative di produzione e lavoro in Italia: fondata nel 1921 prende l’attuale denominazione con un regio decreto del 1933. Nel corso degli...
VIAREGGIO. Il Consorzio Etruria è una delle più antiche cooperative di produzione e lavoro in Italia: fondata nel 1921 prende l’attuale denominazione con un regio decreto del 1933. Nel corso degli anni Sessanta il Consorzio diventò - come si legge nel Ricorso per l’ammissionealla procedura di concordato preventivo - «uno tra i principali interlocutori della Regione per la realizzazione dei piani di edilizia residenziale pubblica e delle infrastrutture scolastiche». All’inizio degli anni Duemila il Consorzio Eruria aveva già dato vita ad “Etruria investimenti Spa, per operare nel mercato immobiliare sia . Negli stessi anni fu deciso di «crescere per mezzo dell'acquisto di talune società operanti in settori limitrofi a quelli in cui essa stessa svolgeva la propria attività imprenditoriale. In questo quadro furono acquistate le partecipazioni Inso, Coestra e Sof».
Quando il quadro economico precipita, la dirigenza del Consorzio così giustifica quanto sta accadendo: «In un contesto di mercato caratterizzato da forte illiquidità e difficoltà finanziarie degli operatori, i tempi di incasso di Consorzio Etruria dai propri clienti rimangono molto lunghi. Infatti, la situazione patrimoniale della cooperativa presenta elevati crediti verso clienti che sono di fatto immobilizzati oppure di difficile esigibilità». Insomma, la crisi falcia i pagamenti e la situazione del Consorzio diventa pesante.
«A causa della crisi generale del mercato e a causa di tali problemi specifici (sia dal lato operativo, sia dal lato finanziario) - si legge ancora nel documento stilato dallo Studio legale associato Stanghellini-Scarpelli-Rubino-Ristori di Firenze - il Consorzio sta attraversando una crisi finanziaria molto grave che ha già comportato l'accumulo di un elevato monte di scaduto fornitori pari a oltre 100 milioni di euro al 31 marzo 2011 e la conseguente interruzione delle forniture. Il sistema bancario ha progressivamente provveduto ad una sospensione generalizzata degli affidamenti, che ha determinato il sostanziale blocco dell'operatività». Ed ancora: «Lo squilibrio patrimoniale alla data del 31 marzo 2011 è pari a circa 107 milioni di euro. Ed emerge con chiarezza anche lo squilibrio finanziario: a fronte di liquidità per soli euro 2.218.906, infatti, constano debiti esigibili per molte decine di milioni di euro, in totale assenza di fidi bancari, tutti sospesi o revocati. Il conto economico per il periodo dal 1° gennaio al 31 marzo 2011 evidenzia una perdita di esercizio per euro 6.450.873, che si somma alla perdita dell'esercizio 2010 di euro 135.591.411. Si tratta di perdite significative, ancorché dovute anche a fattori non ricorrenti, in primis il venir meno delle condizioni di normale continuità aziendale conseguente alla crisi finanziaria». (d.f.)
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