Gioco
Contesa in tribunale sull’eredità milionaria lasciata al Comune
I beni sono vincolati alla cura dei cani abbandonati ma i tempi della causa mettono in forse il progetto del canile
FORTE. Il sindaco Buratti si appellerà al Presidente del Tribunale di Lucca affinché vengano ridotti al minimo i tempi della causa che contrappone ormai formalmente alcune lontane eredi della signora Nilla Cocilovo, l’anziana benestante di origine siciliana, ma fortemarmina di adozione, che morendo aveva deciso di destinare le sue sostanze al canile.
Come si ricorderà, infatti, a settembre dello scorso anno il Comune venne “chiamato all'eredità” di una serie di immobili di pregio, un bel gruzzolo di contanti e diversi preziosi gioielli appartenenti alla signora Nilla Cocilovo, che morendo aveva lasciato tra le sue volontà quella di dedicare le proprie ingenti ricchezze al canile e all’assistenza dei cani abbandonati in genere. Come accade però in questi casi in cui le volontà testamentarie sono vaghe il Codice Civile prevede che l’eredità venga data al Comune di morte del defunto con l’obbligo di tenere fede agli ultimi desideri. E così avvenne, proprio un anno fa quando il curatore nominato dal Tribunale nel cercare di soddisfare l’unica condizione del lascito della signora Cocilovo, - quella cioè dell'individuazione di un canile per l'assistenza ai cani randagi – individuò nell’ente locale, non essendoci altre realtà di questo genere in città, l’entità in grado di soddisfare le ultime volontà dell’anziana signora. Eredità che comprende due abitazioni in via Donati, una di nove vani e mezzo e l'altra di quattro vani mezzo, un appartamento a Firenze in via XX Settembre e uno a Catania, ai quali vanno aggiunti liquidità per circa 180.000,00 euro e altri beni in gioielli. Una piccola fortuna che permetterebbe di creare un impianto per ospitare cani e gatti di altissimo livello.
Tuttavia, dopo l’accettazione da parte del Consiglio comunale, emersero due anziane signore lontane parenti della Cocilovo che rivendicarono la nullità del testamento e chiesero di essere riconosciute come uniche eredi del patrimonio. Ne nacque così una causa che ha visto il Comune di Forte costituirsi in giudizio, contestando ovviamente, Codice civile alla mano, le tesi delle due parenti della defunta benefattrice. La prima udienza al tribunale di Viareggio fu fissata a giugno scorso, ma venne rinviata al 15 novembre, dopo che c’è stato il trasloco degli uffici giudiziari a Lucca, e l’altro giorno è stata aggiornata di nuovo in attesa che venga riassegnata ad un altro giudice.
«Tempistiche normali per la giustizia civile - come fa notare l’avvoccato Giuliano Turri legale del Comune di Forte che sta seguendo la vicenda - ma in questo caso non siamo di fronte ad una normale lite tra privati cittadini, ma da un lato c’è una collettività rappresentata dal Comune che attende il giudizio per capire se potrà adempiere o meno alle volontà della defunta signora Cocilovo, incrementando il canile comprensoriale a cui Forte fa riferimento o più probabilmente come si era anche detto realizzandone uno ex novo dove risolvere alla meglio i non pochi problemi degli animali abbandonati. In quest’ottica va letta la richiesta di colloquio del Sindaco con il Presidente del Tribunale, in modo da rappresentargli personalmente le necessità di un accorciamento dei tempi della causa per arrivare alla sentenza, quale che sarà ovviamente nel massimo rispetto della legge e della magistratura». (v.l.)
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