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Versilia

Traffico di carte di identità, la Procura ha chiuso le indagini

VIAREGGIO. Ventitrè richieste di rinvio a giudizio, a carico di otto cittadini italiani e 15 stranieri (albanesi e romeni) nella conclusione di indagini dell’inchiesta relativa al traffico di carte...

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VIAREGGIO. Ventitrè richieste di rinvio a giudizio, a carico di otto cittadini italiani e 15 stranieri (albanesi e romeni) nella conclusione di indagini dell’inchiesta relativa al traffico di carte di identità messo in piedi per favorire i viaggi verso il Regno Unito di stranieri senza permesso di soggiorno.

Capi e promotori dell’organizzazione - secondo le conclusioni del pm Fabio Origlio - erano due fratelli, entrambi cittadini albanesi: Lefter Abazi, 30 anni, e Flamur Abazi, 55. Il primo - secondo le accusa - «organizzava l’acquisto e la ricezione di documenti rubati o smarriti (o falsamente denunziati come rubati o smarriti) provvedendo poi alla contraffazione dei documenti che venivano forniti ai cittadini albanesi per il successivo tentativo di ingresso illegale nel Regno Unito». Stessa cosa avveniva con i documenti romeni. Documenti che l’organizzazione, si legge negli atti della Procura, «acquistava». Il più giovane dei due fratelli, inoltre, «provvedeva ad effettuare le prenotazioni dei voli per i clandestini e ad accompagnarli o a dare incarico a terzi di accompagnarli in altri Paesi europei da dove sarebbero partiti per il Regno Unito».

Oltre ai due fratelli, la richieste di rinvio a giudizio formulata dalla Procura riguarda altri stranieri, alcuni dei quali residenti a Viareggio: Idriz Abazi, Roland Abazi, Alban Lusha, Helers Dani, Besnik Doda, Ilber Selmanllari, Ludor Marcus, Ermal Domi, Marinela Monica Pau, Stefan Petrovic, Abdellatif Nakach, Kozeta Garunja, Denisa Gabriela Neagoe. Gli italiani destinatari dell’avviso di conclusione indagini sono, invece, Angelo Pizzi, Vincenzo Minchino, Ciro Michele Colombrino, Andrea Grifasi, Domenico Parisi, Andrea Gioacchino Musso, Laura Minutolo, Samuele Solari.

In particolare salta agli occhi l’accusa nei confronti di Domenico Parisi, viareggino di 22 anni. Il quale risulta aver denunciato, nel 2012, lo smarrimento della carta di identità il 4 aprile, il 9 giugno, il 6 luglio, il 26 luglio. Inoltre, scrive il pm, «il 13 settembre 2012 veniva accertata la cessione, da parte di Parisi,della carta di identità appena ricevuta dall’ufficio anagrafe». Anche agli altri italiani viene contestata l’accusa di aver «denunziato falsamente lo smarrimento della carta di identità». Documenti poi rinvenuti contraffatti nelle mani dei cittadini stranieri che tentavano di raggiungere il Regno Unito. Per alcuni di loro si aggiunge anche l’accusa di aver personalmente falsificato documenti di identità italiani validi per l’espatrio, o di aver addirittura «organizzato materialmente il trasferimento all’estero» degli stranieri che viaggiavano con i documenti italiani falsificati mediante la sostituzione delle fotografie. In alcuni casi il viaggio, però, non era andato a buon fine ed i finti italiani erano stati respinti alle frontiere dei Paesi nei quali transitavano e tentavano di entrare.

Due degli stranieri in questione, controllati dalla Polfer di Viareggio il 27 febbraio scorso, così raccontano nel verbale di sommarie informazioni: non avendo lavoro in patria hanno deciso di emigrare in Inghilterra dove vivono alcuni parenti e in Albania sono venuti a sapere della possibilità di raggiungere l’Inghilterra usando falsi documenti italiani. Così contattano a Tirana un connazionale consegnandogli 12mila euro (6mila a testa) ed una foto tessera per ciascuno. I due si imbarcano sul traghetto, raggiungono l’Italia, viaggiano fino a Firenze dove vengono contattati da un uomo che apprendono chiamarsi Vincenzo. «Sembrava già conoscerci - racconta agli agenti uno dei stranieri - e solo dopo ho scoperto che aveva le nostre foto». L’italiano, sempre in treno, li porta a Viareggio e li colloca in hotel per una notte. Al mattino (24 febbraio), ancora in treno, li accompagna fino a Vienna dove gli consegna «due carte di identità italiane con le nostre foto sopra» - così il verbale - e li fa salire su un pullman per Londra. Ma, alla frontiera con la Germania, i due vengono fermati dalla polizia, respinti in Austria con il sequestro dei documenti italiani. A Vienna si ricongiungono con il contatto italiano che li riporta a Viareggio, collocandoli in un altro hotel del centro.

Donatella Francesconi

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