Sicurezza
Granaiola: nessun accordo firmato tra Governo e Fs
VIAREGGIO. «Nessuna proposta "…che offriva l'integrale risarcimento del danno…" impediva sul piano processuale, la costituzione di parte civile, finchè non accettata!». Manuela Granaiola, senatrice...
VIAREGGIO. «Nessuna proposta "…che offriva l'integrale risarcimento del danno…" impediva sul piano processuale, la costituzione di parte civile, finchè non accettata!». Manuela Granaiola, senatrice del Pd, replica al presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta, e alle motivazioni con le quali lo stesso letta risponde alla lettera di Marco Piagentini, pubblicata dal “Tirreno”. «Solo la sottoscrizione di un atto di transazione - continua Granaiola - costituisce un impedimento giuridico alla costituzione di parte civile, in quanto il diritto al risarcimento è ormai pattiziamente soddisfatto». Granaiola informa di aver voluto verificare lo stato della trattativa con Ferrovie, impegnatesi a risarcire integralmente - è stato lo stesso Letta a renderlo noto - i 15 milioni di euro usciti dal bilancio della Protezione civile nazionale per la ricostruzione di via Ponchielli e delle aree limitrofe andate distrutte. «Per quanto mi risulta, - scrive la senatrice - da parte degli avvocati della presidenza del consiglio, nel corso di questo anno vi è stata una continua trattativa con la compagnia di assicurazione per definire il quantum del risarcimento. La costituzione di parte civile poteva essere fatta già durante l'udienza preliminare. Ma ciò non è avvenuto, nonostante gli avvocati della presidenza del consiglio fossero sempre presenti in aula. Eppure, nessun accordo e transazione era stato stipulato. Ancora oggi, per quanto mi dicono, non vi è stata sottoscrizione di transazione, né accettazione di alcuna proposta».
Con certezza, inoltre, «nessun accordo era stato stipulato il 13 novembre scorso (prima udienza del dibattimento), ultima occasione per la costituzione di parte civile». Insomma, «in conclusione, la mancata costituzione di parte civile della presidenza del consiglio non è dovuta a cause processuali ostative». E la presidenza del consiglio dei ministri «come hanno fatto i familiari delle vittime, poteva e doveva costituirsi parte civile all'udienza preliminare del 25 marzo scorso. Mi spiace molto che non l’abbia fatto!». Perché, sull’esempio delle altre istituzioni (Comune, Provincia e Regione, ndr) «la costituzione di parte civile da parte della presidenza del consiglio avrebbe sicuramente rafforzato l'azione legale nei confronti dei presunti colpevoli della strage e avrebbe avuto un significato di grande umanità, sganciato da una mera logica di risarcimento monetario, al quale, con costi a volte molto pesanti, hanno rinunciato i familiari in nome della ricerca della verità e della giustizia».
E se bene ha fatto il presidente Letta a rispondere a Marco Piagentini, Granaiola conclude: «Non posso però essere contenta del contenuto che, mi spiace doverlo dire, non mi toglie dall'imbarazzo».
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