Sicurezza
Baccelli (Provincia): posizione moralmente inaccettabile
VIAREGGIO. «Oggi ci sentiamo tutti molto meno italiani»: una frase pesante, quella del presidente del consiglio comunale, Chiara Romanini, nel commentare la scelta del Governo di non costituirsi...
VIAREGGIO. «Oggi ci sentiamo tutti molto meno italiani»: una frase pesante, quella del presidente del consiglio comunale, Chiara Romanini, nel commentare la scelta del Governo di non costituirsi parte civile nel processo per la strage del 29 giungo 2009. Quella di Romanini è l’unica voce che si leva, all’indomani della risposta del presidente del consiglio Letta a Marco Piagentini, dalla politica viareggina tutta quanta è. Pronta ad infiammarsi per una cittadinanza onoraria, ma colpevolmente distratta sulle parole del capo del Governo. «Non costituirsi parte civile da parte di un ente pubblico a fronte di un processo che tratta di 32 morti e significativo di problemi su una rete ferroviaria in regime di quasi monopolio - continua Romanini - potrebbe voler significare uno scarso interesse ad insistere, ad essere parte e guida per chi quella verità la vuole per i suoi morti e perché simili vicende non accadano mai più». E si parla dello stesso Stato, conclude il presidente del consiglio comunale, che «non lesinò la passerella nei giorni immediatamente successivi, non mancò ai funerali. È mancato nel momento più difficile, quando doveva stringere a sé i suoi concittadini feriti, quelli che pagano le tasse e che si sentono italiani, e che avevano bisogno di sentirsi protetti nel momento della battaglia».
Quindici milioni è l’offerta di Ferrovie al Governo, considerata dal presidente Letta come «integralmente» coprente il danno subito. Una tesi che non convince Stefano Baccelli, presidente della Provincia, che definisce la riposta arrivata da Enrico Letta a Marco Piagentini come «incredibile e giuridicamente infondata, moralmente inaccettabile». Poi il presidente si chiede: «Ed i danni morali? Per la morte di 32 persone, la sofferenza dei loro familiari, il dolore di una comunità intera, 'immagine del Paese.. quelli sono stati risarciti? E quanto sono stati quantificati?». Ma non è solo un problema di denaro: «È clamorosamente sbagliato sostenere che la costituzione di parte civile da parte delle pubbliche amministrazioni non sia strumento per ottenere verità e giustizia. Il lavoro svolto dalla Provincia di Lucca con i suoi tecnici è la dimostrazione di come la pubblica amministrazione possa offrire alle parti civili il contributo necessario al raggiungimento dell’obiettivo, accompagnando il lavoro della Procure». Ed è anche il passaggio dedicato alla Procura, alla quale Letta demanda tutto il peso di rappresentare lo Stato, a non convincere Baccelli: «Se così fosse, allora lo strumento della costituzione di parte civile, previsto dal legislatore, sarebbe superfluo!». Insomma, «il silenzio era assordante ma questa risposta è peggiore di quel silenzio». (d.f.)
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