Italia
Strage di Viareggio, Chiara Romanini risponde a Enrico Letta
Il presidente del consiglio comunale di Viareggio replica : “La risposta del premier è priva di qualsivoglia giustificazione, non solo dal punto di vista morale ma ancor più dal punto di vista giuridico” - LA RISPOSTA DI LETTA
Mi duole dirlo ma la risposta del Presidente del Consiglio Enrico Letta è priva di qualsivoglia giustificazione, non solo dal punto di vista morale ma ancor più dal punto di vista giuridico. Non sono parole mie ma concetti espressi a chiare lettere dal codice di procedura penale.
La costituzione di parte civile poteva essere fatta fin dall’inizio, ovvero dall’udienza preliminare, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento. Vi era tutto il tempo. Oggi quel tempo è scaduto e non costituirsi parte civile equivale a ritenersi soddisfatti di un’offerta economica ricevuta o in ricevimento. Non solo, non costituirsi parte civile da parte di un ente pubblico a fronte di un processo che tratta di 32 morti e significativo di problemi su una rete ferroviaria in regime di quasi monopolio, potrebbe voler significare uno scarso interesse ad insistere, ad essere parte e guida per chi quella verità la vuole per i suoi morti e perché simili vicende non accadano mai più.
Lo stato (volutamente a lettere minuscole), non lesinò la passerella nei giorni immediatamente successivi, non mancò ai funerali. E’ mancato nel momento più difficile, quando doveva stringere a sé i suoi concittadini feriti, quelli che pagano le tasse e che si sentono italiani, e che avevano bisogni di sentirsi protetti nel momento della battaglia.
Mi dispiace ma oggi ci sentiamo tutti molto meno italiani.
Chiara Romanini
Presidente del Consiglio Comunale
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