Sicurezza
La derubano in stazione e scrive al ladro
VIAREGGIO. Sabato pomeriggio, mentre stava scendendo dal sottopassaggio della stagione ferroviaria, si è vista portar via dalla borsa che aveva con sé una pochette con 300 euro in contanti, due...
VIAREGGIO. Sabato pomeriggio, mentre stava scendendo dal sottopassaggio della stagione ferroviaria, si è vista portar via dalla borsa che aveva con sé una pochette con 300 euro in contanti, due telefoni cellulari, ma soprattutto una serie di oggetti personali a cui teneva moltissimi. E così Bibi Saller, fiorentina ma con casa al mare a Lido di Camaiore, ha deciso di scrivere una lettera aperta al ladro. Sperando che possa farle riavere in qualche modo gli oggetti a cui teneva.
L’episodio risale a sabato scorso, quando la signora è arrivata in treno da Firenze in vista di una visita ortopedica alla quale doveva sottoporsi all’ospedale Versilia. Appena giunta in stazione, però, mentre scendeva le scale del sottopasso, è stata avvicinata da un giovane («A me è sembrato un italiano: di certo però non era un extracomunitario», ha spiegato la vittima) che, con grande abilità, le ha sottratto la pochette con tutto il suo contenuto. Costringendo la donna a rientrare a Firenze e a rinunciare anche alla visita medica.
Da qui la decisione di prendere carta e penna e inviare una lettera-appello a colui che l’ha derubata perché almeno le faccia riavere alcuni oggetti di alcun valore commerciale alle quali teneva particolarmente.
«Signor ladro che mi hai derubato - scrive Bibi Saller - mi rivolgo a te per dirti che se rubare è il tuo mestiere sono affari tuoi, della tua coscienza. L’età per sapere cos’è il bene e il male ce l’hai e a tempo debito ne risponderai sia “prima che dopo”. Ma quello che tu non pensi è che oltre il male nel tuo operato c’è anche la cattiveria, lo spregio. Tu non strappi soltanto portafogli e borselli. Tu laceri il cuore delle persone, calpesti la loro dignità e questo, secondo me, è anche peggio che rubare. Tutto ciò che non ti serve lo getti nei cassonetti della spazzatura, nei cestini o chissà dove. Eppure sono sicura che avrai guardato bene fra le mie carte e non ti sarà sfuggita una lettera d’amore scritta oltre 20 anni fa. Ormai questa persona non c’è più e non c’è più neanche la sua preziosa lettera. Dimostra che sei una ladro, ma non una brutta persona. Restituiscimi ciò che non ti serve».
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