Gioco
L’Inps sbaglia i conti e chiede indietro i soldi dell’indennità
A distanza di un anno l’Istituto scrive a un cittadino malato «Vogliono la restituzione di tre mesi di pensione di invalidità»
MASSAROSA. Scopre di avere una brutta malattia e si sottopone a delicate cure, durante le quali l’Inps gli riconosce una piccola indennità. Ma, un anno dopo, gli uffici della previdenza sociale gli mandano una letterina: «Ci siamo sbagliati, ci ridia i soldi».
È successo ad uno nostro lettore, che per comodità chiameremo Mario, che ora denuncia tutto che si è visto chiedere indietro dall’Inps una cifra pari a tre mensilità.
Mario, cittadino del Comune di Massarosa, nel 2010 scopre di essere stato colpito da una forma tumorale abbastanza seria. Qualche settimana dopo decide di sottoporsi alle cure che i medici gli prospettano: due cicli intensivi di chemioterapia. L’uomo, ovviamente, si prende una aspettativa dal lavoro per poter condurre con calma le delicate cure. Con la scoperta della malattia però scopre anche che, per il periodo di malattia, ha diritto ad una piccola indennità. E così fa richiesta all’Inps che, poco dopo, gli concede una pensione di invalidità civile: 248 euro per tutta la durata della malattia.
Mario, dopo le cure, finalmente ha la meglio sulla malattia. Comunica all'Inps che il periodo di invalidità civile è terminato e riprende il suo lavoro. L'Inps ovviamente smette di erogare la pensione: siamo già nel 2012. Un anno dopo però Mario riceve la comunicazione dell'Inps, ad ottobre di quest'anno. Una lettera in cui l'ente scrive in sostanza che rivuole indietro 833.70 euro. Il perché c'è scritto sulla missiva: «Sono state riscosse rate di prestazione in misura superiore a quella spettante». «Quindi oggi l'Inps mi richiede indietro quei pochi spiccioli che mi aveva dato di pensione. Una vergogna», dice Mario. Alla beffa del rimborso chiesto dall'Insp se ne aggiunge un'altra. Mario, anche dopo la guarigione, dovrebbe fare un ciclo di Pet ogni sei mesi, per controllo. «Ma coi i tagli della spending review - dice - pare che lo Stato abbia deciso che non siano più necessari questi controlli. Se voglio farmeli devo pagarmeli quasi 1.000 euro l'uno». (m.p.)
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