Il Tirreno

Versilia

Cinquecento euro di Tares per una casa disabitata

di Marco Pomella
Cinquecento euro di Tares per una casa disabitata

La protesta di un cittadino di Camaiore che si è visto recapitare il conto salato per l’immobile privo di acqua e luce. L’opposizione: «Basta, torniamo alla Tarsu»

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CAMAIORE. Oltre cinquecento euro di tassa dei rifiuti per una casa disabitata.

Succede a Camaiore dove una famiglia si è vista recapitare in questi giorni la cartella delle tasse relative alla Tarsu. Qualche aumento in bolletta se l’aspettavano, ma non certo di pagare per una casa vuota. E se il vicesindaco Marcello Pierucci parla di «caso isolato» il consigliere comunale del gruppo misto Riccardo Bonuccelli insiste: «Torniamo alla Tarsu prima che sia troppo tardi».

Il caso. Puntali, ad un mese dalle feste di Natale, arrivano nelle case dei camaioresi le cartelle Tarsu. Grande sorpresa - oltre ai previsti aumenti che nella vicina Massarosa hanno portato ad una vera e propria sommossa popolare - per una famiglia proprietaria di un immobile in pieno centro storico a Camaiore. La casa infatti risulta disabitata e semi abbandonata. Sono da tempo scollegate anche le utenze di acqua, luce e gas. Eppure, per il Comune, la cifra che la famiglia deve sborsare per quell'immobile è di 503.02 euro. «O ci sono dei fantasmi - ironizza il consigliere Bonuccelli - oppure il Comune ad insaputa dei proprietari ha assegnato quella casa al servizio sociale. Il Comune presume ci siano quattro persone che vivono all'interno, e sulla base di questo invia i pagamenti». Quattro persone inesistenti, però. Che quindi non producono rifiuti e perciò, stando al regolamento sulla Tares, non dovrebbero pagare. O forse sì...

Il Comune. Segnaliamo il caso all'assessore alle finanze di Camaiore, Marcello Pierucci. «Si tratta di un caso isolato, non ho notizia di altri casi del genere - spiega - Abbiamo un nostro incaricato che gira sul territorio per controllare le abitazioni e quante persone ci abitano. O questa famiglia non ha comunicato al Comune che la casa è vuota, oppure il nostro incaricato ha trovato qualcuno all'interno al momento del controllo. Ad ogni modo - dice Pierucci - se la famiglia verrà negli uffici Tarsu è c'è stato un malinteso, questo di certo sarà risolto e chiarito».

La polemica. Teme invece non si tratti di un caso isolato Riccardo Bonuccelli. «Invito i cittadini - dice - a controllare con la lente di ingrandimento i bolettini della Tarsu che stanno arrivando. Dietro alla busta del Comune c'è scritto chiaro “occhio alle truffe”, ma non credevo si riferissero a quelle contenute nello stesso accertamento». Bonuccelli insiste poi su una proposta già lanciata nei giorni scorsi. «Spero che il sindaco e l'amministrazione ci ripensino - afferma il consigliere di opposizione - C'è tempo e modo per tornare alla Tarsu ed evitare questi corposi aumenti sui cittadini e sulle imprese del territorio». Un tema, questo, molto dibattuto nelle ultime settimane a fronte delle tante proteste, non solo a Camaiore, per le cifre elevate della Tares.

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