Gioco
Strage, il Governo tace i familiari si fanno sentire
Marco Piagentini ha scritto al presidente del consiglio, Enrico Letta E Manuela Granaiola è tornata a sollecitare la decisione di costituirsi parte civile
VIAREGGIO. «Parlo perché dall’altra parte c’è solo il silenzio...». Marco Piagentini non alza la voce, non esagera mai. Ma usa le parole come il bisturi. Lo stesso che i medici hanno dovuto utilizzare sulle sue ferite. Sotto le macerie, tra le fiamme: là c’è un pezzo della sua vita, là ci sono sua moglie Stefania ed i piccoli Lorenzo e Luca. Là ci sono i cari che Marco rappresenta oggi, presidente onorario dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per tenere insieme e dare voce ai familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Il silenzio è quello del presidente del consiglio, Enrico Letta, seguito al rombo delle parole pronunciate in aula - mercoledì scorso, giorno di inizio del processo - dall’avvocato dello Stato: rinuncia alla costituzione di parte civile, da parte di presidenza del consiglio e ministeri dell’interno e dell’ambiente. C’è in ballo il risarcimento, «sostanzioso», trattato con le assicurazioni. Così è stato detto in aula.
«Lo Stato ti volta le spalle. E per cosa? Per soldi? No, non lo accetto». Parole delle 8 del mattino, il giorno dopo le lunghe ore passate nell’aula del Polo fieristico di Lucca. Cinque giorni dopo è il silenzio dello stesso Stato a spingere Marco Piagentini a rendere pubblica la propria iniziativa che tanto a nudo lo costringe a mettersi.
Piagentini non è l’unico ad avere chiesto conto ad Enrico Letta della scelta della mancata costituzione di parte civile. Lo ha fatto Erasmo D’Angelis, sottosegretario ai trasporti, e anche Manuela Granaiola, senatrice viareggina del Pd. Stupisce che, dai banchi del Parlamento, nessun’altra voce si sia levata. «Non avendo a tutt'oggi avuto risposta alla mia lettera ho sollecitato - spiega Granaiola - la segreteria del Presidente, significando ancora il mio grande imbarazzo verso i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Sono a conoscenza degli enormi problemi che il presidente deve affrontare in questi giorni, ma sono convinta che di fronte alla morte di trentadue innocenti tutto passi in seconda linea, a partire dal "sostanzioso" risarcimento per la non costituzione di parte civile al processo. Mi auguro che il presidente riesca a trovare quei pochi minuti necessari e sufficienti per spiegare alle famiglie il perchè (quello vero ) di una decisione tanto discutibile, quanto odiosa. Personalmente continuerò a chiedere questo tutti i giorni, fino a che la risposta non arriverà«.
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