Il Tirreno

Versilia

La Versilia senza Bandiera Blu per colpa dei liquami nei fossi

di Valentina Landucci
La Versilia senza Bandiera Blu per colpa dei liquami nei fossi

È il rischio che corrono i Comuni della costa dopo gli sforamenti nelle analisi sulla qualità delle acque registrati questa estate e all’origine di divieti di balneazione a Viareggio, Lido, Marina e Forte dei Marmi

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La Versilia può dire addio alla Bandiera Blu. O quasi.

Le situazioni più a rischio sono quelle di Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta. Ma non c’è alcuna sicurezza, almeno per ora, neppure per Viareggio e Forte dei Marmi, dove - se pur in misura minore - non sono mancati negli utlimi mesi e soprattutto questa estate sforamenti nelle analisi sulla qualità delle acque di balneazione condotte dall’Arpat.

E acqua sporca significa niente bandiera, come chiaramente spiegato dalla Fee, la Federazione per l’educazione ambientale, nel regolamento per il rilascio del vessillo.

Certo: la Bandiera Blu non viene rilasciata “solo” per la qualità delle acque di balneazione. Ma il mare pulito è condizione imprescindibile per ottenere il riconoscimento. Che la Versilia, almeno per il prossimo anno, rischia in tutto o in parte di perdere. Con ovvi danni significativi per l’economia turistica e per le imprese che vivono di turismo balneare.

Il problema è quello di cui ormai si discute da mesi: scarichi fognari riversati nei canali che dall’entroterra versiliese sfociano in mare. Colpa delle fognature che non ci sono o funzionano male? Di quale azione criminale dal punto di vista ambientale? O ancora di un sistema di depurazione non ottimale?

Nessuno, neppure i tecnici dei numerosi enti coinvolti per affrontare questa vera e propria emergenza, hanno saputo spiegare esattamente perché anche l’estate scorsa da Fossa dell’Abate, Fiumetto, Motrone, solo per citare i casi più significativi, sia uscita acqua carica di colibatteri. Cioè acqua “inquinata” da batteri tipici della fognatura nera. E se non si conoscono le cause del fenomeno diventa difficile, come spiegato qualche giorno fa dall’assessore al turismo di Camaiore, Carlo Alberto Carrai, pensare a possibili soluzioni. «Andiamo avanti per esclusione» aveva dichiarato qualche giorno fa al Tirreno.

Il rischio di perdere la Bandiera Blu lo conferma anche il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, che tuttavia pone l’accento su una intepretazione restrittiva da parte di Arpat dei dati raccolti che se letti diversamente «dimostrerebbero come in realtà al situazione su Fossa dell’Abate sia andata migliorando».

Del Dotto parla di un problema versiliese sul quale «è imprescindibile - afferma - un interessamento della Regione». Nessun Comune della costa può dirsi salvo. E soprattutto, suggerisce Del Dotto, nessun Comune può dire di non essere la causa dei problemi legati agli sversamenti i cui effetti, magari, colpiscono maggiormente certe zone (la corrente marina trascina gli scarichi di Fossa dell’Abate prevalentemente verso Lido) rispetto ad altre. E per affrontare il problema in maniera comprensoriale nei prossimi giorni Camaiore e Viareggio saranno in Regione. «La situazione è grave - spiega Del Dotto - tutti rischiamo che il problema sia la non balneabilità della Versilia. Ed è evidente che non si tratta di un problema solo dei Comuni, occorre un intervento straordinario da parte della Regione. Sulla balneabilità servono risposte immediate e sono sicuro, nonostante in passato sulle tematiche ambientali no ci sia stata grande attenzione da parte della regione, che a Firenze troverò un assessore che non sarà indifferente di fronte a questa situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web