Sicurezza
«Vino venduto a 1 euro ai ragazzini»
I commercianti: quanto accaduto è un episodio singolo, ma facciamo attenzione
PIETRASANTA. Adesso il rischio per il centro storico è quello di vedersi appiccicata un’etichetta poco rispondente alla realtà: per intendersi una piazza sotto le stelle congestionata da eccessi di movida, alcol e qualche bulletto di troppo. Non è così, ma la rissa di sabato notte, fra bottigliate, calci, pugni, inseguimenti e referti ospedalieri, andata in scena nel cuore pulsante della città, di certo è missiva sgradevole che rende un po' più opaca l'immagine della Piccola Atene. Anche perché il centro cittadino, nei suoi fine-settimana serali, è da sempre crocevia di riferimento non solo per gruppi di ragazze e ragazzi, ma anche di genitori con bambini, adulti di ogni età, amanti della buona cucina e dell’aperitivo degustato a due passi dalle mura: una piazza “viva”, affollata come nessun altra località versiliese, sicuramente rumorosa, ma di certo non con la vocazione rissaiola. Però il segnale di sabato notte non va sottovalutato, anzi, a detta di un esercente, ci sono motivi per cui cominciare preoccuparsi. «Negli ultimi tempi c'è chi, nel centro storico, si è messo a vendere un bicchiere di vino ad 1 euro. E non mi riferisco a quei colleghi che sono su piazza da anni e hanno il loro target di clientela, ma a qualche rara eccezione che così facendo riesce ad attirare bande di ragazzini. Con quello che ne consegue. Ecco, questi sono messaggi sbagliati, così com’è fuori luogo vedere arrivare su piazza qualche minorenne con la bottiglia di vino fra le mani acquistata a pochi spiccioli nei dintorni. Parliamo ancora di casi sporadici e di situazioni al limite, che però vanno affrontati con serietà, da parte dell’esercente, e ancora con risolutezza da chi è demandato ai controlli. Perché poi, quando accadono certi episodi, i giornali ci “picchiano” sopra, la gente si allarma e il giochino ad incastri ideale, che mette da tempo a stretto contatto genitori, bambini e ragazzi, senza alcuna problematica, rischia di incepparsi». Tesi rilanciata da un altro esercente, anche in questo caso volutamente anonimo «perché non puoi esporti su stampa additando questo o quel collega», che tira in ballo la polizia municipale. «In piazza, come sotto l’Arco, la situazione, sia pure chiassosa, è sempre stata sotto controllo. I vigili oltre a controllare l’esposizione dei listini prezzi, del volume della musica o se un tavolo occupa qualche centimetro in più , dovrebbero mettere nel mirino anche il collega di turno che serve da bere il vino al ragazzino ad un prezzo da saldo».
Luca Basile
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