Lutto
I locali gettano la spugna Rabbia e crisi sulle Marine
Giordano Bruno e Pensavo Peggio in Darsena attendono chi li rileverà A Torre del Lago anche Regina sta valutando di abbandonare la piazza
VIAREGGIO. «Siamo nel baratro tutti»: voci dalle Marine della movida viareggina, dove si fa la conta dei locali chiusi. Compresi quelli, come il prestigioso “Giordano Bruno”, che ai luoghi del divertimento notturno hanno dato lustro. Dopo l’estate il ristorante che si staglia bianco tra pineta e mare, sul viale Europa della Darsena, non ha più riaperto. E per il momento non sembra aver trovato chi è interessato a rilevarne l’affitto. È in vendita, invece, il ristorante “Pensavo peggio”: la proprietà ha avuto fortuna, per un certo periodo, con il marchio esportato anche all’estero. Oggi la corsa sembra finita qui. E le cose non vanno meglio sulla Marina di Torre del Lago: per un Henry che sbarca al “Pirata” della famiglia di Athos Pastechi, è chiuso da tempo “Le Dune” e va all’asta l’”Adagio”. Senza contare tutti quelli che stanno chiusi in inverno, facendo un pensierino a non riaprire l’estate prossima.
Se Giampaolo Paoli, presidente dell’associazione che riunisce i locali della Darsena, parla di «baratro», Regina Satariano, alla guida del Consorzio Friendly Versilia, un pezzo di storia della Marina di Torre del Lago, aggiunge: «È una tragedia collettiva». Ed Esmeralda Giampaoli, alla guida di Confesercenti Versilia, alla domanda “che succede?” risponde senza mezzi termini: «Succede quelle che era prevedibile: alcuni continuano a combattere, altri si arrendono. Perché non ce la fanno più».
La gente - è ancora la voce di Paoli - «rimette tutti i giorni. Basta un esempio: l’acqua oggi costa quanto il gas. E la disponibilità a venire incontro agli imprenditori è pari a zero, da parte da tutti, enti compresi. Quando non c’è un problema col Parco ce n’è uno con il Comune e viceversa...Ci rompono tutti le palle, dalla mattina alla sera!». Giampaoli lo dice meglio, ma il succo è sempre lo stesso: «Da un anno all’altro l’unico pensiero che gli imprenditori delle Marine hanno, ormai da tempo, è quello dell’avvocato. In queste condizioni perdi attrattiva e competitività».
In queste condizioni - è la notizia choc - «anch’io sto valutando il da farsi». L’annuncio arriva proprio da Regina, che più di tutti ha creduto nel potenziale delle Marine, dal punto di vista commerciale e da quello sociale e politico per quanto riguarda l’esperienza liberatoria di un polo “gay friendly”. Regina mostra le ultime multe ricevute, per oltre 660 euro ciascuna, dall’Ente Parco: «Lo stesso che, insieme al Comune, ha ancora il coraggio di presentarsi a chiedere una proposta per gli eventi 2014, contesta al Consorzio di non aver vigilato sullo sconfinamento sulle dune del pubblico delle serate in cui gli eventi sono stati organizzati. Io vorrei sapere come mai lo “sconfinamento” tra le dune viene multato solo se avviene dalle 22 in poi, durante le feste sulla Marina. E non alle dieci del mattino quando la gente va al mare!».
Stessa musica (non ci sarà mica la multa in agguato?) in Darsena: «A tutte le manfrine di Parco e Comune che ci dicono “vogliamo sistemare tutto” rispondiamo di non prenderci per i fondelli», continua Paoli. «Anzi, sia che ti dico? Che la magistratura, invece di tenere il fucile puntato sui commercianti delle Marine, dovrebbe indagare su cosa stanno facendo davvero Comune e Parco. Per scoprire le carte, una volta per tutte..». Il tarlo in testa è che la situazione che obbliga uno dopo l’altro a gettare la spugna non sia solo frutto della crisi.
Certo, tutto intorno la situazione non è migliore. In Darsena ha chiuso anche il “Mezzo marinaio” , uno dei locali che più lavorava e che forse proprio per questo ha subito l’incendio di fine estate dal quale non si è più ripreso. Ed hanno perso la sfida del Club nautico Lorenzo Volpe e Cambia gestione il ristorante del Club nautico, riservato ai 140 soci del club nautico presieduto dall’avvocato Righi. In cucina da venerdì scorso c’è Lorenzo Volpe e Guelfo Nobili. L’esperienza è durata appena un anno: la formula del ristorante aperto ai soli soci del Club non è certo di quelle che garantisce chi tenta l’impresa. E c’è “maretta” al Club mentre si ceca qualcuno che sia interessato a rilevare la cucina in uno dei posti più belli della città.
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