Il Tirreno

Versilia

Passa il mezzo Sea, il molo si apre

di Donatella Francesconi
Passa il mezzo Sea, il molo si apre

Voragine nella pavimentazione profonda un metro e mezzo. Lunedì una nuova verifica, poi i lavori

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VIAREGGIO. Qualcuno, davanti al maxi buco nella pavimentazione del molo, ha commentato che si stava così materializzando la voragine in cui rischia di precipitare la città. Il travertino del Lungomolo si è aperto, ieri mattina, sotto il peso di una spazzatrice Sea impegnata nella rimozione della sabbia . L’autista si è subito accorto di cosa stava accadendo ed è saltato giù dal mezzo che per fortuna non è precipitato nel Burlamacca ma rimasto inclinato con la ruota dentro la voragine. Una buca di un metro e mezzo per un metro e mezzo - come spiega Pietro Ricci, responsabile tecnico della Autorità portuale - e profonda altrettanto. I sommozzatori hanno effettuato nella mattinata, spiega ancora Ricci, «una verifica alla ricerca di un eventuale sifone nella banchina, sott’acqua. Perché crolli di questi tipo sono di solito causati da un buco nella struttura sottostante». Tre giri, sott’acqua, ma non è emerso niente: «Lunedì - continua il geometra - faremo effettuare un’ulteriore verifica, lungo tutto il molo, sott’acqua. Dove ci fossero cedimenti si provvederà alla riparazione». Un lavoro importante, dunque, e da effettuare in fretta per garantire la sicurezza di uno dei luoghi simbolo della città, oltre che uno di quelli più frequentati. Comunque, ci tiene a sottolineare Ricci, «è la prima volta che accade un episodio del genere». Ieri mattina il molo è stato chiuso, per poi essere riaperto dopo che Capitaneria e vigili del fuoco, subito intervenuti, hanno dato il via libera. Il buco è stato ricoperto con una piastra di metallo e l’area è stata transennata prima che il molo venisse nuovamente aperto al passaggio dei pedoni.

«L’idea - spiegava nella serata il segretario dell’Autorità portuale, Fabrizio Morelli - è quella di procedere a riparare il danno mediante riempimento con malte a bassa resistenza. Un intervento che è equiparabile ad un rinterro. Per quanto riguarda le cause di quanto verificatosi, non è facile arrivare ad individuarle». Anche perché, se è vero che va cercato il sifone nella banchina, lo è altrettanto il fatto che «il buco potrebbe non essere nel luogo dove si è verificato il crollo».

«È evidente - ha commentato il sindaco Betti - che questa città ha bisogno di una migliore manutenzione. Cercheremo di correggere la rotta». La presidente di Sea ambiente, Gemma Borin, che ha rischiato di avere un proprio dipendente affogato, se l’è cavata con una battuta sulla pagina Facebook del sindaco: «Però il molo era stato ben pulito...». Con tanto di faccina che strizza l’occhio.

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