Il Tirreno

Versilia

Case popolari controllate dalla criminalità organizzata

di Donatella Francesconi
Case popolari controllate dalla criminalità organizzata

Così la Fondazione casa descrive la situazione nel quartiere Varignano, il più affollato di alloggi Erp La questione delle morosità: oltre 1 milione e 200mila euro due anni fa. E c’è chi occupa dal 1989

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VIAREGGIO. «Famiglie appartenenti ai circuiti della criminalità organizzata che esercitano un forte controllo sociale nei confronti delle aree di edilizia residenziale e degli inquilini»: benvenuti al Varignano, il quartiere con la più alta concentrazione di alloggi popolari, così come lo descrive il rapporto “Disagio abitativo e nuove vulnerabilità”. Lo studio, frutto del lavoro della Fondazione casa, della Fondazione “Volontariato e partecipazione”, con il contributo della Regione. Connessa a questo quadro, si legge ancora nel rapporto, «è stata evidenziata la presenza di forme di attività illecite, quali lo spaccio».

In una città che lo stesso rapporto definisce come «il Comune che presenta la situazione più critica» sul fronte dell’emergenza abitativa, il quadro di chi vive nelle case popolari racconta le occupazioni abusive (15 solo nel 2012) e la morosità elevata: a febbraio 2012 il debito del Comune nei confronti di Erp ammontava a 1 milione e 231.661. «La metà della morosità - si legge ancora - è da attribuire agli inquilini che sono occupanti senza titolo e che non pagano l’affitto dal 1989, anno in cui sono iniziate le occupazioni abusive».

Nelle scorse settimane sono stati recapiti gli avvisi di sgombero agli occupanti di lunga data. In realtà i termini per il rilascio degli alloggi sono scaduti. Ma sembra che l’amministrazione comunale non abbia intenzione di procedere agli sgomberi, visto che in molti casi si tratta ancora di situazioni di forte disagio sociale. Ci sarebbero trattative in corso con le singole famiglie per arrivare a definire soluzioni provvisorie, in modo da evitare le scene viste lo scorso anno, con polizia e carabinieri a bloccare il quartiere per consentire il rilascio degli appartamenti e l’ingresso degli assegnatari.

E come non ricordare il Comando della polizia municipale preso d’assalto dopo che gli agenti avevano messo i sigilli alle case appena terminate e già occupate?

Tra tanti aspetti che il rapporto mette in luce su tutta la provincia di Lucca, ce n’è uno che - a fronte del quadro di allarme sociale che la ricerca consegna - fa riflettere, ben delineato nelle parole di un dirigente Erp: «Fra indennità di carica al consiglio, al presidente, all’amministratore delegato e ai sindaci revisori è come se si bruciasse una casa all’anno. Calcoliamo 150mila euro di spese».

Ed è sempre la solita storia: da una parte i costi della politica, dall’altra quelli della vita quotidiana...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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