Lutto
Gli tolgono il terreno per mettere il metano «È un’ingiustizia»
La protesta di un invalido di 53 anni contro il Comune «Hanno preso tempo e poi mi hanno espropriato»
CAMAIORE. «Mi vogliono togliere il mio ultimo pezzo di terra. Un orto che ero solito coltivare. Per metterci un bombolone di gas».
La denuncia arriva da Gombitelli e a parlare è Piero Ricci, un signore da qualche tempo invalido, di 53 anni, che vive nel paese nel Comune di Camaiore, sulla strada per Lucese. Paese dove - appunto - Comune ed Enel gas hanno deciso di realizzare un impianto per portare il metano.
L’uomo da tempo vive solo, con il continuo bisogno di assistenza di una badante.
Davanti alla sua casetta ha un orto, un pezzo di terra di circa 1000 metri quadri. Che una volta si coltivava personalmente, e che ora gli curano fratelli e nipoti.
Ma su quel campo il Comune di Camaiore ed Enel Gas hanno deciso di installare un bombolone di Gpl, per fornire il paese del servizio diretto.
«Avevamo parlato col Comune - spiega uno dei fratelli dell'uomo - e ci avevano assicurato che si poteva trovare una soluzione. Ora ci arriva una lettera dell'amministrazione che ci informa che l’esproprio è stato effettuato. A noi tutto questo sembra un'ingiustizia».
Alle volte, davanti al “bene comune”, sono i singoli cittadini a rimetterci. In questo caso però il signor Ricci si sente beffato.
«Un nostro vicino ha un terreno proprio di fianco al nostro. Si è detto disponibile a darne un pezzo al Comune per installare il bombolone. Invece no, dal Comune si sono impuntati e lo vogliono mettere da noi. Per mio fratello è un problema serio: un deposito di Gpl nell'orto può essere pericoloso, visto che li c'è l’accesso anche con le auto».
Insomma, Piero Ricci chiede al Comune di verificare la sua situazione - anche se ormai la decisione sembra essere già stata presa sia da Comune che da Enel Gas - in maniera da trovare, se possibile, una soluzione alternativa. L’uomo, infatti, lamenta la mancanza di comunicazione che c’è stata in questa vicenda e vuole chiarezza sia dall’amministrazione comunale che dalla società di fornitura del servizio. Non è chiaro, insomma, se alla richiesta di informazioni gli è stato risposto che si poteva trovare una soluzione o se si è soltanto preso tempo.
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