Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage, al via il processo I familiari: state con noi

di Donatella Francesconi
Strage, al via il processo I familiari: state con noi

Mercoledì in aula al Polo fieristico di Lucca la prima udienza del dibattimento. Daniela Rombi: abbiamo bisogno del sostegno di tutta la città

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VIAREGGIO. «Tutto questo lo facciamo per loro, che non ci sono più...». Tutto quello che sarà e tutto quello che è stato, per 52 mesi, da quella maledetta notte del 29 giugno 2009. Loro, i 32 morti travolti da un treno carico di Gpl mentre si trovavano nel posto più sicuro del mondo: casa. Un asse che si spezza, sotto un carrocisterna, il treno che deraglia, la cisterna che si rovescia. Ed un ostacolo, tra i binari, che la squarcia. È la strage di Viareggio. I lutti, la distruzione, gli ustionati che oggi penano doppio. Tre anni di indagini, un incidente probatorio contestatissimo, un’udienza preliminare che accoglie tutte le richieste della Procura guidata da Aldo Cicala: 42 imputati.

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Da domani si torna in aula. Ed è il processo. «Saremo in tanti - annuncia Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, “Il mondo che vorrei”. Nel disastro lungo i binari ha perso la figlia, Emanuela, di soli 21 anni. Da allora non si è mai fermata. Ed insieme a lei tutti gli altri familiari i cui volti abbiamo imparato a memoria in questi eterni 52 mesi.

Saranno tanti perché al loro fianco ci sono, ormai da tempo, tanti comitati delle altre, troppo, stragi d’Italia: «In questa tragedia - ricorda Daniela Rombi - abbiamo incontrato persone meravigliose che non sapevamo esistessero». E saranno ancora di più se i viareggini che possono non mancheranno l’appuntamento con il processo che va ad iniziare: «Adesso è il momento del processo a porte aperte, con la prima udienza . Facciamo appello a tutti e tutte ad esserci, consapevoli che il percorso sarà lungo, complicato e doloroso, ma che occorre impegnarsi ora più e meglio di ieri dentro e fuori le aule giudiziarie perché emergano, anche nel processo, le reali responsabilità».

L’appuntamento è alle 8 di domani al parcheggio della "Pam" sotto il cavalcaferrovia a Viareggio ed alle 8.50 al parcheggio dei pannelli solari a 700 metri circa dal Polo Fieristico di Lucca (ex Bertolli) per un breve corteo fino all'entrata del Polo allestito come Tribunale.

«Siamo parti civili, siamo in tanti, abbiamo rifiutato i risarcimenti, vigileremo sul processo e nessuno può toglierci la parola. Questo ci è rimasto: il diritto di fare domande, di denunciare, di andare fino in fondo».

Consapevoli che le prime udienze di un processo tanto atteso non entreranno nel merito dei fatti. E che, invece, nel cuore si vorrebbe «che domani fosse il giorno in cui tutto accade». Il giorno della verità, quello in cui si può dire perché e per cosa è morta Emanuela, che amava tanto le orchidee. E con lui i bambini, le madri, i padri, le sorelle che domani saranno a Lucca sullo striscione dal quale ogni volta ci gridano “mai più”.

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