Sicurezza
Comune preso d’assedio contro gli aumenti Tares
È la seconda volta in pochi giorni, in piazza anche agenti in tenuta antisommossa il traffico sulla via Sarzanese bloccato per oltre un’ora da centinaia di persone
MASSAROSA. Hanno bloccato il traffico sulla Sarzanese, per riuscire ad incontrare il sindaco, Franco Mungai.
In centinaia ieri sono scesi in strada per una manifestazione contro gli aumenti in bolletta previsti dalla Tares.
E sindaco e amministrazione, protetti da un cordone di agenti, non si sono tirati indietro nel confronto, ed hanno risposto ad alcune domande dei manifestanti. Che però si volevano forse sentir dire quello che Massarosa non può assicurare: annullare i pagamenti della Tares.
La seconda manifestazione organizzata nel giro di pochi giorni (la prima lunedì scorso) ha portato in strada ancora una volta centinaia di persone. Oltre 1.500 quelli che, secondo gli organizzatori, hanno già firmato la petizione anti-Tares. Si sono dati appuntamento davanti la Misericordia, poi in corteo (non senza qualche diatriba tra di loro) sono arrivati davanti il palazzo comunale. Così tanta gente in strada che ben presto il traffico sulla Sarzanese è andato in tilt. Ferme, per ore, le auto da entrambe le direzioni lungo la provinciale. Anche quando i manifestanti sono arrivati sotto il municipio, la folla continuava ad occupare la strada, rendendo impossibile il passaggio delle auto. Ad accoglierli, sui gradini dell'ingresso del municipio, c'era il sindaco Franco Mungai, con alcuni suoi assessori e consiglieri comunali. Scortati e protetti da polizia municipale, polizia di stato e carabinieri (alcuni dei quali in assetto antisommossa, con caschi e manganelli pronti).
Dai manifestanti urla e cori di disappunto. «Un sindaco che ha paura della sua gente - ha gridato qualcuno - non è più il nostro sindaco». Ma oltre alla rabbia era l'incredulità il sentimento che più si respirava tra la gente. L'incredulità di aver ricevuto bollette in molti casi raddoppiate rispetto al 2013.
«Siamo in due in famiglia - ci racconta un signore - e siamo passati a pagare da 200 euro di rifiuti ad oltre 400 euro. Alle spalle ho una vita da sindacalista in azienda: dico che questi aumenti potevano essere spalmati sui redditi più alti, e non distribuiti tra tutti. Non si tratta di non voler pagare: non abbiamo i soldi per arrivare a fine mese».
Tra gli interventi anche quello di una giovane mamma. «Mi fate vivere con l'ansia di non sapere se a fine mese avrò i soldi per far mangiare mia figlia: vergogna!».
Dopo attimi concitati finalmente è tornato l’ordine. Alcuni cittadini, scelti tra loro, hanno preso la parola. Sotto la lente l'aumento della tassa sui rifiuti. Ma non solo: la protesta ha riguardato tutto e tutti, dalla busta paga del direttore generale Canessa agli emolumenti ai consiglieri comunali.
Il sindaco, a fatica, tra urla e cori, è riuscito a spiegare le sue ragioni e quelle dell’amministrazione che rappresenta.
«Avessi la possibilità - ha detto - abbasserei le tasse a tutti. Ma non si può. La Teres è frutto di una scelta che viene da Roma e che è stata rivista per tre volte in un anno». Ma nonostante ciò c’è l’impegno del Comune a rimettere in discussione l’intera questione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
