Il Tirreno

Versilia

La Viareggio Patrimonio ha un buco di sette milioni

di Matteo Tuccini
La Viareggio Patrimonio ha un buco di sette milioni

Metà della perdita è dovuta a un prodotto derivato sottoscritto con una banca L’amministratore Ruglioni: «Faremo causa all’istituto, quei soldi non li diamo»

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VIAREGGIO. Un buco di 7 milioni di euro alla Viareggio Patrimonio. È quello che ha trovato spulciando i conti Gianluca Ruglioni, da pochi mesi amministratore unico della società partecipata che gestisce beni e servizi per conto del Comune.

Inoltre, il professionista di Santa Croce sull’Arno - incaricato dall’amministrazione di rimettere a posto i conti - ha verificato che metà del buco è causato da un prodotto finanziario derivato, sottoscritto dalla Patrimonio con una banca nel 2007 (all’epoca della giunta Marcucci). «Un prodotto che l’istituto di credito - spiega Ruglioni - aveva chiesto a garanzia di un prestito fatto per alcuni investimenti e operazioni eseguite dalla Patrimonio. Ma che, essendo a carattere speculativo, ha causato negli anni una perdita di 3,2 milioni, oltre agli interessi pagati». Per questo motivo, annuncia l’amministratore, verrà fatta causa alla banca, l’Intesa San Paolo. «Ritengo - dice - che quei soldi non debbano essere versati, e che anzi ci siano i margini per una richiesta danni».

Rimangono in ballo, però, quasi 4 milioni. Circa 400mila euro sono la perdita secca dell’ultimo esercizio, frutto - prosegue Ruglioni - «del mancato adeguamento economico del contratto di servizio col Comune di Viareggio, oltre che a costi imputabili alla scelta di prestare al Comune personale per la gestione di Imu e Tares, prevedendo solo il rimborso del personale». A ripianare questi 400mila euro penserà l’amministrazione, rivedendo appunto il contratto. E i soldi restanti? Si tratta in buona parte di perdite per crediti non riscossi su vari fronti: Gaia, bollette dei rifiuti, gestori di impianti sportivi e così via. Resta fuori un milione, che è la quota degli ammortamenti sugli investimenti, ricalcolati al 5% e non all’1.

Ma cosa comporta questa situazione e come si può porre rimedio? Il sindaco Leonardo Betti ricorda che «quanto esposto dall’amministratore non ha un impatto sui conti del Comune», perché la Patrimonio è una realtà indipendente. Betti rivendica poi la volontà di far emergere tutti i problemi, come trasparenza vuole, «a differenza di chi ci ha preceduto». Ma è chiaro che, se la Patrimonio non si rimetterà in sesto, il 31 dicembre 2014 dovrà chiudere come legge pretende: dopo la perdita di 1,6 milioni dell’anno scorso e il buco di quest’anno, se il terzo bilancio consecutivo si chiude in rosso arriva lo stop. E a quel punto resterebbero i debiti. L’obiettivo, insomma, è di farla funzionare davvero come una macchina di riscossione degli arretrati delle tasse comunali (Imu e Tares), «cosa che non è avvenuta fino da oggi», dice Ruglioni. E di proteggere il valore dei beni in gestione, che però - assicura l’amministratore - non sono stati scalfiti da questa situazione. Per ora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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