Finanza
Il Centro Polo a rischio chiusura perché non a norma
L’Asl ha prescritto alcuni lavori da fare entro fine mese per motivi di sicurezza: sos dalle associazioni sportive
VIAREGGIO. L’impianto sportivo Centro Polo è a rischio chiusura per motivi di sicurezza. La struttura in cui si svolge l’attività dei campionati di calcio Uisp, ma dove anche tante altre discipline sportive hanno trovato ospitalità, sicuramente uno tra i più funzionali in città, deve essere rimessa a norma con alcuni lavori entro la fine del mese: in caso contrario, chiuderà i battenti.
Il problema è emerso giovedì sera nel corso del “Forum dello sport” organizzato dall’Uisp che si è svolto proprio al Centro Polo, e che ha visto una nutrita partecipazione di associazioni sportive cittadine, che vogliono costituire in modo giuridico il Forum, quale strumento di confronto con l’amministrazione comunale. «Entro la fine del mese, dopo il sopralluogo dell’Asl a giugno - dice Andrea Strambi, gestore dell’impianto - devono essere effettuati degli interventi nei servizi del bar e sostituite alcune finestre negli spogliatoi. Si tratta di una manutenzione che non comporta grossi lavori, ma che se non verranno effettuati entro la scadenza prefissata (fine del mese) l’impianto rischia davvero la chiusura». Ma i problemi non sono solo per il Centro Polo: tutti gli impianti in città non sono completamente a norma e il Comune questo lo sa: occorrono però dai 5 ai 6milioni di euro. «Per prima cosa gli impianti gestiti della Viareggio Patrimonio - dicono i dirigenti delle società - devono passare al Comune, in modo che ci sia una linea diretta con l’amministrazione senza ritrovarci ad essere rimbalzati da un ufficio ad un altro». Claudio Bicicchi, presidente dell’Spv hockey, che gestisce la palestra al Varignano ha sollecitato il mancato pagamento da parte del Comune della quota relativa alla gestione dell'impianto. «In questo modo se non ci sarà il saldo del debito, che si protrae da anni, rischiamo di cessare l’attività - dice - quello che vorrei che fosse ben chiaro è che lo sport è anche sociale. Noi abbiamo molti ragazzi che fanno attività e se ci sono problemi da parte delle famiglie nel pagamento della quota associativa non è che li mandiamo a casa. Rincara la dose poi Marino Farnocchia della Libertas e presidente della Canoa Kayak Versilia, che aveva la sede all’interno del centro sportivo Vasco Zappelli al Varignano. «Vorrei capire che fine hanno fatto i contributi che furono stanziati per potenziare la nostra attività e che in pratica non sono mai stati utilizzati dice». Andrea Strambi a nome delle 30 società e associazioni che hanno aderito al Forum, ha ribadito che il Comune deve garantire una risorsa economica importante per lo sport cittadino. «Se non ci sono soldi si possono reperire dei fondi sottraendoli al Carnevale e al Pucciniano - dice - lo sport dopo il sociale dovrebbe essere una delle priorità di questa città». Tutti i presenti poi hanno chiesto che non si parli più del progetto della piscina da 50 metri, quando la realtà degli impianti sportivi attuali e deficitaria. «Mettiamo a norma quelli che ci sono, già questo sarebbe un passo in avanti importante».
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