Il Tirreno

Versilia

Dati choc sull’ospedale Duemila ricoveri in meno

di Matteo Tuccini
Dati choc sull’ospedale Duemila ricoveri in meno

Il presidio di Lido perde quasi mille pazienti versiliesi, in calo anche gli “stranieri” Lazzeri (Più Toscana): «C’è un clima di diffidenza intorno all’azienda sanitaria»

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VIAREGGIO. Calano i ricoveri dei pazienti versiliesi. Soprattutto nel proprio ospedale di riferimento. Secondo i dati raccolti dal gruppo consiliare regionale Più Toscana tramite la stessa Asl 12, nel giro di un anno - tra il 2011 e il 2012 - il “Versilia” ha perso più di duemila pazienti. La metà dei quali, appunto, risiedono nel territorio dell’Asl nostrana. Ma anche gli “stranieri” sono in netto calo: passano da quasi 9.700 (oltre il 34% del totale) a circa 8.600 (il 32%).

L’imperativo: ridurre le spese. Quale il motivo di una tendenza simile? Va detto che il sistema sanitario regionale punta a ridurre i ricoveri definiti inappropriati, che causano - secondo i vertici di Firenze - spese eccessive sul bilancio. Potenziando, al tempo stesso, le strutture assistenziali sul territorio. Ma viene da chiedersi che senso abbia avuto progettare un ospedale unico, con una capienza originaria di oltre 600 posti letto - che ha sostituito quattro vecchi presìdi con un taglio enorme dei costi - se poi nel giro di dieci anni se ne deve ridurre la “portata” a 400 posti. Con meno di 80 ricoveri al giorno.

Le fughe per parto. A influire molto su questa riduzione dei ricoveri ci sono anche le fughe per parto, schizzate alle stelle dopo l’ottobre nero del 2008 (con tre neonati morti) soprattutto in direzione dell’Ospedale pediatrico apuano di Massa. Una tendenza che - nonostante il lavoro fatto in questi anni dal reparto di ostetricia e ginecologia - stenta a cambiare. Secondo il consigliere regionale e membro della commissione sanità Gianluca Lazzeri (Più Toscana), però, c’è di più: «L’Asl 12 è al centro di una crisi di fiducia col territorio. Nel 2012 il 28% dei ricoveri ospedalieri riguardanti residenti nell’Asl viareggina è avvenuto fuori dal territorio dell’azienda sanitaria. In pratica quasi 3 cittadini su 10 nell’ultimo anno hanno preferito farsi curare oltre i confini della propria Asl. Fra i motivi di sfiducia - sottolinea Lazzeri - ci sono i lunghi tempi d’attesa per esami diagnostici testimoniati dalle statistiche Mes per l’anno 2012. Solo il 23% delle visite ginecologiche viene prenotato entro 15 giorni dalla richiesta, percentuale che scende al 14% per le visite urologiche, mentre solo il 16% delle risonanze magnetiche con contrasto viene prenotato entro 30 giorni dalla richiesta». Tempi lunghi che - secondo Lazzeri - portano a rivolgersi sempre più ad altre aziende sanitarie, ritenute (non sempre a ragione) più efficienti.

Quei settemila emigrati. I dati sulla cosiddetta mobilità ospedaliera dicono che nel 2012, sul totale dei 24.592 ricoveri ospedalieri riguardanti cittadini residenti nel territorio dell’Asl 12, 6.869 sono avvenuti al di fuori dell’azienda sanitaria. Di questi, 2.525 (più del 10%) sono avvenuti in un presidio ospedaliero della stessa Area vasta, cioè nelle Asl di Pisa, Lucca, Livorno o Massa. Ma sul dato complessivo manca il numero che indica i pazienti andati a curarsi fuori regione. Di conseguenza è impossibile capire se le fughe sono in aumento. «È bene tenere presente - prosegue Lazzeri- che molte delle fughe dall’Asl sono dirette verso aziende ospedaliere prossime come quella di Pisa, dove confluisce il 12% della mobilità in uscita, ma nonostante questo il numero di residenti che scelgono di uscire fuori dai confini Asl resta significativo. Il dato dei ricoveri dei viareggini fuori dai confini regionali invece nel 2011 è di 1.387 unità, cioè il 5,1% del totale di ospedalizzazioni dei residenti nel territorio versiliese. Mentre quello 2012 non è ancora disponibile».

Arrivano meno “stranieri”. A diminuire, come detto, è stata anche la capacità attrattiva dell’azienda della Versilia: se nel 2011 i ricoveri provenienti dalla stessa Area Vasta erano stati 4.830 unità, nel 2012 la cifra scende a 4.349. Dati che vanno a braccetto con il calo delle dimissioni, diminuite di 1.173 unità nel biennio 2011-2012. E questo si ripercuote sul bilancio dell’azienda sanitaria. Conclude Lazzeri: «Il confronto fra mobilità passiva, ovvero quanto l’Asl deve rimborsare ad altre strutture sanitarie per i servizi erogati ai propri cittadini, e mobilità attiva, cioè il rimborso che l’Asl riceve per servizi erogati a pazienti di altre aziende sanitarie parla chiaro: nel 2012 la passiva (44.832.409 di euro) era più elevata dell’attiva (33.390.942 di euro), per un saldo negativo di 11.441.467 di euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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