Il Tirreno

Versilia

Parte l’autogestione al Marconi e al Piaggia

Parte l’autogestione al Marconi e al Piaggia

Gli studenti: «Troppi tagli all’istruzione, ascoltateci»

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VIAREGGIO. Al via la “stagione” delle occupazioni e delle autogestioni negli istituti superiori della Versilia. Da apripista, qualche giorno fa, hanno fatto le scuole di Pietrasanta. Ma l’onda, estremamente contagiosa, della protesta ha presto coinvolto anche Viareggio.

Da ieri mattina sono due le scuole superiori, entrambe in Darsena, in autogestione: l’Istituto “Marconi” e il “Piaggia”. E le motivazioni della mobilitazione da parte dei ragazzi sono analoghe: troppi tagli, in questi anni, all’istruzione e la necessità di investimenti sulle strutture e sulle attrezzature sugli istituti.

La protesta aI Marconi. Ieri mattina in via Virgilio, nella sede centrale dell’istituto professionale, oltre agli studenti si sono presentati anche agenti in divisa perché i ragazzi, in un primo momento, avevano deciso di occupare la scuola. Poi, dopo un confronto con la dirigente scolastica, Catia Gonnella, gli studenti hanno fatto un passo indietro avviando una autogestione che durerà almeno fino alla fine della settimana. «Gli studenti organizzeranno attività di gruppo - spiega la dirigente - dalle quali verranno elaborate anche idee e progetti per migliorare la nostra scuola sui quali mi confronterò con loro per decidere come impegnare le risorse che l’istituto ha a disposizione». Risorse che sono sempre meno, come denunciano i ragazzi. «La scuola ha subìto troppi tagli in questi anni - affermano Salvatore Leotta e Carlo Bilani, rappresentanti di istituto - e non è più in grado di offrire ciò che serve a noi studenti. La nostra è una protesta pacifica ma riteniamo che solo mobilitandoci in questo modo possiamo essere ascoltati». Tra i temi che affronteranno gli studenti anche la possibilità di valorizzare il proprio istituto e far crescere, anzitutto, il corso di grafico pubblicitario per il quale strumentazioni e spazi non sono più all’altezza delle esigenze di formazione degli alunni. Da ricordare che del Marconi in questi ultimi mesi è spesso parlato a causa dell’occupazione da parte di senzatetto dell’ultimo piano della succursale, l’ex Collegio Colombo, che ospita l’alberghiero. «Ma la protesta degli studenti - precisa la dirigente - non si lega a questa situazione che, grazie all’impegno di tutti, è in via di soluzione».

Piaggia in autogestione. Da ieri sono in autogestione anche i ragazzi del “Piaggia”. Non tutti però: gli studenti di 4 delle 6 classi quinte hanno deciso di continuare a fare lezione in vista dell’esame di Stato. «Gli studenti mi hanno comunicato lunedì questa loro volontà - precisa il dirigente scolastico Nicola Lofrese - io ho proposto loro una cogestione allo scopo di coinvolgere nelle attività i docenti ed espletare meglio le finalità che si propongono i ragazzi, tra le quali il recupero in alcune materie. Ma alla fine è stata scelta l’autogestione. Pur non approvandola mi rendo conto che tutto si sta svolgendo entro i limiti». Di fatto ciascuna classe lavora su alcuni temi di interesse generale sotto stretto controllo del personale della scuola: ogni ora i prof tornano nelle aule per l’appello. Non solo: sono gli studenti più grandi, i maggiorenni, a coordinare le attività e verificare che non ci siano eccessi da parte dei compagni più piccoli. «Porteremo avanti l’autogestione fino a venerdì - spiega uno degli studenti del gruppo dell’autogestione, Andrea Marioni - protestiamo per i tagli che l’istruzione ha subito in questi anni e per difendere il diritto alla continuità nell’insegnamento». Un tema, questo, molto sentito anche in altri istituti: troppe le cattedre per le quali non ci sono insegnanti di ruolo e sulle quali, ogni anno, si avvicendano docenti diversi. Gli studenti del Piaggia in aula, in questi giorni, parleranno di attualità e problematiche giovanili e assisteranno alla proiezione di film. Ma ci sarà modo anche di rendersi utili. «Da domani (oggi, ndr) - conclude Marioni - in accordo con il preside dedicheremo un’ora alla pulizia della scuola».

Valentina Landucci

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