Sicurezza
Le stelle in cucina non tramontano mai Michelin ci premia
Sono 5 i ristoranti con la stella nella guida presentata ieri Torna fra i grandi il Piccolo Principe di Viareggio
VERSILIA. Una stella è tornata e siamo tutti contenti. Sopratutto dalle parti di Viareggio, dove si rischia – nei confronti di Forte dei Marmi – la supremazia anche in fatto di ristoranti.
E così la guida Michelin, presentata ieri a Milano l’edizione 2014, ha fatto un bel regalo a Viareggio, ridando la stella Michelin al Piccolo Principe, ilristorante dell’hotel Principe di Piemonte.
Una bella notizia per lo chef Giuseppe Mancino, ma anche per Alessandro Augier, manager del grand hotel e oggi anche assessore al turismo.
«Sono contento, certo. Ma chi conosce la storia di quella stella, tolta in modo assurdo, sa che il riconoscimento cje ci ha dato la guida Michelin non dico che sia dovuto, ma inssoma. Sono contento per Viareggio e per tutta la Versilia. Avere in pochi km 5 ristoranti con la stella Michelin è un valore aggiunto per il turismo».
Augier anticipa quello che volevamo scrivere. Con il ritorno del Piccolo Principe fra gli stellati sono 5 i locali (due a Viareggio e 3 a Forte) con il macaron della «Rossa».
A Viareggio c’è (naturalmente) Romano, a Forte restano sull’onda Lorenzo, Il Bistrot e la Magnolia dell’hotel Byron. Il cui patron, Salvatore Madonna, conserva anche la stella conquistata nell’hotel Green Parl Resort di Calambrone,. dove peraltro lo chef – Luca Landi – è viareggino.
Quali altrin ristoranti sono stati inseriti lo vedremo con calma, intanto la Versilia può esultare per i riconoscimenti avuti.
A quando un festival della gastronomia – domandiamo ad Augier politico? «Presto potremmo anche dirlo. L’importante è che la Versilia faccia le cose insieme».
Ogni volta che parla di Forte, i lsindaco Buratti ricorda che il suo paese ha tre ristoranti con la stella Michelin. Sarà il caso, d’ora in poi, che lo faccia anche il sindaco Betti. Come sarebbe il caso, sono anni che lo ripetiamo, che i locali premiati vengano accolti anche in Comune.
L’Italia vive di agroalimentare (fatturato a 135 miliardi di euro, superato anche il metalmeccanico, con 35 miliardi di esportazioni), la Versilia è sopravvissuta a tanti inverni non facili grazie ai pratesi e pistoiesi che correvano sulla Firenze-mare per assaggiare i calamaretti ripieni di verdure e crostacei (ricetta di Franca Franceschini di Romano) oppure le bavette sul pesce di Gioacchino Pontrelli executive-chef di Lorenzo o ancora la calamarata di mare di Beppe Mancino del Principe.
Tanti imprenditori toscani venivano qui. Magari in compagnia non ufficiale, ma sempre e comunque desiderosi di Versilia e del nostro pesce.
Del resto, è notizia di queste ore, Lorenzo Viani ha rifiutato di aprire un ristorante a Mosca. Un viaggio fruttuoso il suo, solo avesse voluto. I capitali erano tutti russi ed erano pronti ad offrirgli anche una trasmissione di cucina su un canale locale. Ma lui è tornato indietro convinto che il suo posto è in via Carducci.
Ma tutto questo capitale di cultura, conoscenza, immagine, lavoro, fatturati, piacere, arte del ricevimento quando diventerà patrimonio comune di tutta l’economia versiliese? Aspettiamo fiduciosi. E intanto ci godiamo le nostre 5 stelle a tavola.
P.s. Fuori dalla Versilia, a proposito di stelle, è quasi il deserto. Persa quella delle Locanda delle Tamerici di Ameglia (anche perchè il patron si è spostato da Paracucchi), resiste il Butterfly di Lucca. Ecco la capitale dei Comics, in quanto a locali, continua ancora a succhiare le ruote alla Versilia.
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