Finanza
Tre emergenze per la città
La Protezione civile indica i rischi: allagamenti, sabbia in Passeggiata, il pericolo piante che crollano
VIAREGGIO. Rischio numero uno, quello di finire allagati. Lo toccano con mano tutti i viareggini ogni volta che la pioggia cade intensa, come accade sempre più spesso, in tempi in cui i cambiamenti climatici ci “regalano” le bombe d’acqua. E lo tocca con mano la Protezione civile comunale che da ieri ha un sito dedicato all’interno di quello del Comune. «Viareggio ha particolarmente frequente il rischio allagamenti dovuti a ristagni di acqua piovana in particolari zone cittadine»: lo conferma, nero su bianco, il Piano di Protezione civile approvato nel maggio scorso. Piano che definisce il che fare per evitare di finire sott’acqua: «L'azione di contrasto all'effetto allagamenti e ristagni viene pertanto particolarmente imperniata su tre fronti: il mantenimento al meglio della capacità di scolo della rete fognaria; la comunicazione alla popolazione; le criticità su fiume Camaiore, fossi Farabola, Gora di Stiava, Canale Burlamacca».
Dunque, per contenere il fenomeno delle zone della città nelle quali se piovono 50 millimetri in un’ora e mezzo - come spiega Giuliano Pardini, coordinatore della Protezione civile del Comune - la situazione diventa da allarme rosso, basterebbe tenere pulite le caditoie. L’argomento è uno di quei “tormentoni” tutti viareggini. Uno di quei rebus, in attesa della cui risoluzione, Passeggiata, Marco Polo, quartieri al di là della stazione lato monte si rassegnano a paratie anti alluvione ed idrovore svuota-cantine. Lo stesso Piano di Protezione civile racconta di quel protocollo d’intesa che fu stipulato con la società Versilia servizi (oggi annessa alla Patrimonio). Oggi, però, è il consigliere coadiutore David Zappelli (Pd) ad indicare la ricetta: «Credo si debba partire dall’auto resposnabilizzazione». Una ricetta che prevede la pulizia delle caditoie da parte dei cittadini: «E non mi sembra che sia chiedere troppo...», aggiunge Zappelli. In realtà - questo si capisce dalla risposte ricevute ieri - non si sa neppure a chi e se sia passato il servizio che prima era della società inglobata nella Viareggio Patrimonio: del Comune in proprio? di Sea? Nessuno è stato in grado di rispondere.
Invasione sabbia. Va un po’ meglio sul fronte dell’emergenza che avvolge piazza Mazzini, fino a Palazzo del Muse, e buona parte della Passeggiata, ogni volta che le bufere di vento sollevano la sabbia dal Belvedere delle maschere. Dopo la fallimentare esperienza dell’impianto idraulico deputato a bagnare la sabbia, e di fatto mai entrato davvero in funzione, oggi è proprio la Protezione civile la soluzione al problema. «L’intenzione - spiega Pardini - è quella di installare le barriere frangivento». Altezza non più di un metro e mezzo, costo dell’intervento 500 euro: «Tra le ipotesi anche quella che la Protezione civile finanzi l’intervento con i proprio fondi», assicura Pardini. Anche se, per esigenze di bilancio, si va all’anno prossimo.
Alberi pericolanti. C’è stato un morto e nessuno lo deve dimenticare. Perché la situazione delle alberature in città è da emergenza, anche se nel corso degli anni fin troppo si è speso per interventi nelle pinete dei quali non si è capito il senso (anche dal punto della spesa). Il Sistema informatico territoriale aveva messo mano ad un progetto di inventario delle piante in città. Poi è stato dato un incarico ad un agronomo per la verifica delle situazioni di pericolo. Oggi Zappelli annuncia «che troppo si è tagliato e viale Kennedy a Torre del Lago ne è un esempio». Intanto, gli alberi continuano a cadere, tanto che ad ogni ondata di maltempo viale dei Tigli viene chiuso anche per giorni.
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