Il Tirreno

Versilia

Sorpresa: quaranta aziende chiedono di potersi ampliare

di Luca Basile
Sorpresa: quaranta aziende chiedono di potersi ampliare

Sono tante le imprese pietrasantine pronte a investire sfruttando il nuovo regolamento urbanistico che consente di incrementare del cinquanta per cento la superficie dei capannoni

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PIETRASANTA. Sono una quarantina le aziende pietrasantine pronte a investire denaro per ampliare la superficie di vendita e di lavoro della propria attività produttiva: 40 aziende che, nel fare specifica richiesta al Comune, avranno quindi a partire dal prossimo anno la possibilità di incrementare del 50% le dimensioni della struttura dove oggi operano. Investimenti che, in un contesto di crisi economica da brivido, non possono non destare interesse anche e soprattutto per gli eventuali ritorni occupazionali.

«In questa fase l'ampliamento è possibile nella percentuale massima del 10%. Con il nuovo regolamento urbanistico, portando questa percentuale al 50%, andremo incontro alle richieste e alle esigenze avanzate dalla Cna e ancora da singole ditte - oltre 40, come detto - che sono disposte a mettere mano al portafoglio per diventare più concorrenziali sui mercati. Come amministrazione comunale abbiamo detto sì, dopo una perplessità iniziale, perché in un quadro economico così difficoltoso, non è nostra intenzione limitare o condizionare le attività produttive che vogliono provare ad ingrandirsi» spiega l'assessore Rossano Forassiepi. Opzione, quella dell'ampliamento, che interesserà attività con sede all'interno dell'area del Portone e ancora lungo la via Provinciale per Vallecchia, via Sarzanese, via Aurelia, via Pescarella.

Novità urbanistiche in arrivo anche sul fronte delle tettoie: sarà infatti possibile realizzarne ex novo, sempre se rispondenti alle norme di riferimento, per consentire una migliore attività lavorativa. «Per quanto riguarda gli interventi nelle cosiddette aree improprie, con il regolamento - aggiunge Forassiepi - consentiremo alle ditte presenti in queste sedi, di poter eseguire le necessarie opere di adeguamento, oggi vietate, dal punto di vista igienico-sanitario. In poche parole se una ditta deciderà di continuare a lavorare in una certa area, non sarà il Comune a bloccarla».

Temi di discussione che saranno affrontati giovedì alle 21 nella sede della Cna al Portone. Incontro durante il quale si parlerà anche della mancata realizzazione del Centro Servizi all'interno della stessa area. «Da parte nostra c'è la massima disponibilità e non da oggi - ribadisce Forassiepi - nel regolamento urbanistico non sono previste solo indicazioni di destinazione ad uso commerciale, ma si consentono anche soluzioni di natura alberghiera, sportiva, direzionale e di vario genere. Premesso questo, non possiamo però obbligare il privato, proprietario dell'area su cui dovrebbe realizzarsi il Centro Servizi, ad investire. Ci sembra di capire che in questo momento non esiste un ritorno economico e un interesse per questo progetto che, sia chiaro, continuiamo a ritenere di grande importanza».

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