Il Tirreno

Versilia

Sarzanese bloccata dagli anti-Tares

di Marco Pomella
Sarzanese bloccata dagli anti-Tares

Le famiglie: la spesa per i rifiuti è più che raddoppiata

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MASSAROSA. Centinaia di persone, in piazza, sotto la pioggia, e poi in una sala consiliare stipata fino a scoppiare. Per dire no agli aumenti delle tasse, e in particolare di quella dei rifiuti. «Non vogliamo mica elemosine: vogliamo pagare il giusto. Ma c'avete ridotto a dover rinunciare a fare la spesa per pagare gli aumenti». Lo hanno detto, in faccia, gridandolo, al vicesindaco e ad alcuni assessori. Perché il sindaco, Franco Mungai, non si è neanche degnato di essere presente. Motivo in più per far salire la rabbia nella gente.

Gli autori della protesta anti-tasse si erano dati appuntamento tramite Facebook: una protesta spontanea, sorta senza sigle di partiti alle spalle.

E nessuno si immaginava si presentassero all'appello tra le due e le trecento persone. Prima nella piazza del Mercato, davanti la Misericordia. Poi a piedi (bloccando per qualche minuto la strada) fino al Municipio di Massarosa.

L'obiettivo della protesta è naturalmente la Tarsu, che ha registrato aumenti da record. «Noi siamo in due - ha detto una signora - e viviamo in 68 metri quadri. Lo scorso anno pagavamo 189 euro, ora mi è arrivata una bolletta da 480. La casa è la stessa, noi siamo gli stessi».

Molte le proteste da parte di cittadini che si sono ritrovati in grande difficoltà per le tariffe schizzate alle stelle. «Ci mancano i soldi per fare la spesa, e ci raddoppiano i rifiuti - protesta una famiglia - ma quando hanno approvato il bilancio si sono resi conto di che cifre stiamo parlando? Vogliamo dignità di poter pagare il giusto, mica l'elemosina».

I manifestanti sono stati accolti nella sala consiliare che ieri si è riempita come non mai. Tanta gente comune, ragazzi, mamme, anziani. Tra loro anche qualche consigliere di minoranza.

Dall'altra parte invece, a cercare di spiegare la situazione che Massarosa (e non solo) si appresta a vivere il vicesindaco Adolfo Del Soldato, e due-tre assessori, Natali, Rosi e Donati. Ma non il sindaco, grande assente della serata. «Vogliamo parlare col sindaco - hanno ribadito i presenti - dov'è ora che la sua gente non ce la fa ad arrivare a fine mese?». La protesta si è così inasprita. E i toni si sono accesi.

Con difficoltà il vicesindaco Del Soldato riusciva a farsi capire, sorpassato in tono da urla, grida, fischi.

E la protesta, dalla sola Tarsu, si è allargata: «Ci avete aumentato - gridava qua e la qualcuno tra la folla - anche l'addizionale Irpef. E' inutile che dite che le rette scolastiche sono basse: non abbiamo neanche la carta igienica nei bagni delle scuole».

Un clima infuocato che ha richiesto anche l'arrivo prima della polizia municipale, poi anche di una pattuglia della stradale.

Il sindaco una spiegazione la fornisce, ma tramite un comunicato stampa in risposta a un intervento fatto arrivare nei giorni scorsi dal Pdl. «Il Pdl di Massarosa - scrive - ha il coraggio di alzare polveroni e strumentalizzare la sacrosanta rabbia della gente per la Tares, mentre dovrebbe chiedere scusa per una tassa che porta e porterà sempre il nome dei ministri Calderoli e Tremonti. Massarosa nel 2011 riceveva 6,5 milioni dallo Stato; adesso ne riceve 2. Con questi numeri è impossibile fare niente di diverso. Inoltre la Tares è calcolata sulla base di un meccanismo automatico: deve coprire determinate spese che a Massarosa, ossia 6,8 milioni. Ed è calcolata, dai burocrati che hanno scritto la legge, in modo da penalizzare le famiglie numerose e le case piccole. E’ giusto? No, non è giusto. E ci batteremo, insieme ai cittadini perché le cose cambino. Così stanno le cose».

Una protesta intanto arriva dal gruppo degli Innovatori guidati da Roberto Luis Picchiani. «Per la Tares - attacca - molte imprese a inizio 2014 dovranno chiudere i battenti. Gli amministratori di Massarosa accusano Roma? Allora vadano nella capitale a far sentire le nostre ragioni. La maggioranza ha lavorato in maniera scriteriata».

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