Il dolore
Buratti: sì al divertimento ma in sicurezza
FORTE DEI MARMI. «Il divertimento è una cosa seria: qualità, sicurezza, regole e controlli» e questo non è solo un’affermazione di principio condivisibile ma anche il tema di un interessante...
FORTE DEI MARMI. «Il divertimento è una cosa seria: qualità, sicurezza, regole e controlli» e questo non è solo un’affermazione di principio condivisibile ma anche il tema di un interessante congresso svoltosi nei giorni scorsi a Lecce, al quale erano stati invitati i sindaci di alcune delle più note località turistiche italiane, proprio per sentire come in varie parti d’Italia si affronti la questione, legata a doppio filo alla frequentazione turistica. Così il sindaco Umberto Buratti, ha risposto all’appello dell’Associazione italiana di intrattenimento da ballo e di spettacolo (SILB) che organizzava l’incontro e insieme al collega di Rimini, ha ben rappresentato l’esperienza di altre realtà turistiche, rispetto a quella salentina.
«Si è trattato – ha spiegato il sindaco del Forte - di un confronto a tutto tondo su un tema importante come quello della promozione turistica, che il convegno di Lecce ha presentato sotto il profilo del divertimento notturno».
«Soprattutto – ha proseguito il sindaco – si è voluto sottolineare come promuovere e diffondere la cultura della legalità nel mondo dei locali da ballo sia fondamentale nell’ottica di un corretto sviluppo delle potenzialità turistiche del nostro Paese».
«Da parte mia - continua il primo cittadino di Forte dei Marmi - ho illustrato la realtà di Forte dei Marmi e come la nostra offerta turistica sia diversificata e comprenda anche il divertimento serale. Inoltre, ho fatto presente l’accordo con i balneari per venti serate, spalmate sui quattro mesi estivi, che permettono l’intrattenimento della clientela per occasioni speciali oltre il normale servizio diurno. Il divertimento notturno di qualità – è stato rimarcato a Lecce – può essere un volano importante e decisivo nella promozione turistica competitiva, mentre un prodotto di divertimento improvvisato e non professionale può diventare un problema per il territorio in cui si svolge». (a.p.)
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