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Versilia

Sui viali a mare sfilerà un Letta Babbo Natale

Sui viali a mare sfilerà un Letta Babbo Natale

Tra le nove mascherate di gruppo protagoniste a febbraio sui viali a mare anche l’omaggio a Giorgio Gaber e un viaggio nella storia del Carnevale

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VIAREGGIO. Dall’omaggio a Giorgio Gaber aBabbo Natale, passando dai cattivi dei fumetti e naturalmente dai politici di casa nostra. Questi alcuni dei temi delle nove mascherate di gruppo che sfileranno sui viali a mare.

Babbo Natale? Regala le tasse. La mascherata in gruppo di Luca Bertozzi, “Se ci credi… Auguri”, porta sui viali a mare una slitta con le renne, che trasporta il premier Enrico Letta nella veste di Babbo Natale, con tanto di sacco dei “doni” dal quale spuntano nuove tasse: Iva, Imu…. Accompagnano il nostro Babbo Natale elfi (Obama, Putin, Berlusconi…) e, a cavallo di una scopa volante, la Merkel dipinta come una strega. Cosa accomuna Babbo Natale e questi personaggi politici? Niente o tanto, forse solo un atto di fede. Da piccoli riponiamo le nostre aspettative nei doni di Babbo Natale, da grandi nelle promesse dei leader della politica.

Svolazzando tra le parole. Giorgio Bomberini presenta i “Voli pindarici”, proponendo otto improponibili macchine volanti: il dirigibile “lotto volante”, il “barone rosso”, l’eroe dell’aria che a bordo di un aereo dall’ala spezzata, diventa il “barone rotto”, due topolini che in cerca di emozioni aeree diventano “sorci verdi”, un innaffiatoio trasformato in un improbabile mezzo antincendio, un volo “di..vino” a cavallo di un fiasco, un cane che pilota un “cuccia plano”, un pollo trasformato in missile che ricorda la missione spaziale di Apollo 13, un tonno che rimanda al “Tonneau”, una manovra aerea.

L’aspiraguai. Michele Canova propone “Legittime aspirazioni”, otto enormi aspirapolvere, rappresentati nelle sembianze umane, impegnati ad aspirare dalla nostra quotidianità preoccupazioni, pensieri e crucci. «È utopia – dice Canova – ma almeno a Carnevale è lecito sognare un futuro migliore».

Ciao Signor G. La mascherata di Roberto De Leo e Vania Fornaciari é un omaggio a Giorgio Gaber, di cui quest’anno si è celebrato il decennale della morte. Gaber ed alcune delle sue più celebri canzoni: “Barbera e champagne”, “La ballata del Cerutti Gino”, “Torpedo blu”, “Shampoo”, “Com’è bella la città”, “Destra sinistra”, sono i protagonisti della mascherata che proietta idealmente il messaggio di ironia e di satira del “signor G” nel gran teatro del Carnevale che si realizza nelle sfilate sui viali a mare.

Palloni gonfiati. La mascherata di Marzia Etna, “Ma che palloni gonfiati”, ironizza sulla situazione politica italiana che di fronte ai problemi reali del paese propone discussioni senza fine su decadenza, “porcellum”, legge elettorali. Così la costruttrice ha rappresentato i politici, secondo un detto popolare, come “palloni gonfiati”. C’è anche Grillo nell’atto di cercare, inutilmente, di abbattere i “palloni gonfiati”.

Viaggio nel tempo. Giampiero Ghiselli con le sue “Maschere ancestrali” propone un viaggio nelle origini pagane del carnevale. I personaggi della mascherata sfileranno sui viali a mare per portare magia e follia come antidoto contro i tempi di crisi che attualmente viviamo. Sono figure dal tratto istintivo, maschere antiche e moderne al tempo stesso. Soggetti bizzarri nella forma e nei colori, dove effetti cromatici e geometrici si fondono, creando un forte impatto visivo che ha la forza di un urlo liberatorio.

I cattivi dei fumetti. Libero Maggini, con la mascherata “Noi non pettiniamo le bambole” compie un’indagine in cartapesta sui personaggi “cattivi” della letteratura, del cinema, dei fumetti, che rappresenta quasi un omaggio al lato oscuro che alberga in ognuno di noi. La strega di Biancaneve, Crudelia Demon, Capitan Uncino, Joker, il protagonista di “Arancia meccanica” di Kubrick, Hannibal Lecter, sono fra i “cattivi” rappresentati, ma bisogna tenere sempre presente come recitava Jessica Rabbit, che “non esistono buoni senza cattivi, anzi cattivi senza buoni”.

Il valore del silenzio. In un mondo dove si parla troppo e spesso anche inutilmente, Adolfo Milazzo, con la mascherata “Senza parole”, invita a riscoprire il valore del silenzio, del comunicare emozioni, sensazioni, sentimenti attraverso l’espressione del volto, la gestualità delle mani.

E lo fa rendendo omaggio a Marcel Marceau, il grande mimo francese “lasciamo spazio all’osservazione silenziosa che può farci meglio comprendere il significato della vita”.

Tempi di crisi. Enrico Vannucci propone la mascherata “L’Italia a rotoli”, che prende spunto dalla situazione italiana dove tutto sembra precipitare, andare inesorabilmente a rotoli.

Così, le otto maschere, che rappresenteranno ciascuna un elemento di criticità del nostro tempo, sanità, giustizia, scuola, pensioni, lavoro, cultura e tasse, rotoleranno in mezzo alla gente nel circuito del corso mascherato coinvolgendo gli spettatori nel senso di precarietà in cui viviamo. (p.f.)

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