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Versilia

Berlusconi-Hitler e l’Italia stratassata

Berlusconi-Hitler e l’Italia stratassata

Tanta politica sulle costruzioni di seconda categoria presentate con i carri grandi e le mascherate in un affollatissimo Centro Congressi

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VIAREGGIO. Il Carnevale, come è sua tradizione, rappresenta un’ideale finestra aperta sul mondo. I “maghi” del Carnevale da sempre sono sensibili interpreti della storia e delle situazioni del nostro tempo, condensando nelle gigantesche costruzioni di cartapesta, nelle diverse plasticità delle forme e degli impasti cromatici, sogni, desideri e paure della gente ed offrendo spunti di riflessioni su ciò che ci circonda. Curzio Malaparte, l’autore di “Maledetti toscani”, ha scritto del Carnevale di Viareggio: «Con una ispirazione e una tenacia, che tuttavia non hanno nulla di letterario, né di cinematografico, gli artisti, gli artigiani viareggini evocano infatti, in figure a tutto tondo, in statue gigantesche dipinte dei colori cari all’espressionismo (violenti e al tempo stesso patetici, di Grosz, i suoi vermigli, i suoi turchini, i suoi gialli, i suoi violetti profondi) un mondo favoloso che è quello del popolo, specie del popolo di Viareggio, uno dei più fantasiosi e liberi del Mediterraneo». Fra gli elementi che nel tempo hanno caratterizzato il Carnevale di Viareggio grande importanza ha avuto la satira politica che costituisce il tema ispiratore dei carri di seconda categoria del Carnevale 2014.

Politici indemoniati. Così, Jacopo Allegrucci, nella sua costruzione “Scherzo di Carnevale?”, si interroga se “dietro il solito teatrino della politica c’ha messo lo zampino il diavolo?”. Per contribuire a risolvere questo interrogativo Jacopo Allegrucci mette in scena il teatrino della politica italiana, che propone e più spesso ripropone “volti impresentabili, voltagabbana, inquisiti, riciclati, familiari, amici degli amici. Presidenti uscenti che rientrano, elezioni “non perse”, ma neanche vinte, ex premier dati per spacciati che risorgono, candidati che cadono crivellati dai franchi tiratori”. Uno scenario assurdo e tragicomico orchestrato, secondo Jacopo Allegrucci dal Diavolo, che imponente sovrasta la costruzione. Sarà vero o solo uno “Scherzo di Carnevale?”.

Da lassù qualcuno ci osserva. Il tema dei politici “in pensione” è al centro della costruzione di Luciano Tomei, “Persi fra le nuvole”, che cerca di immaginare “dove finiscono i politici trombati? A giocare sulle nuvole”. Nel carro sono rappresentati i volti di personaggi della politica italiano “trombati” dai risultati elettorali, ma che forse non sono effettivamente collocati “in pensione”, ma sotto sotto partecipano ancora alla rappresentazione del teatrino della politica. Luciano Tomei, questi personaggi, i vari D’Alema, Di Pietro, Prodi e Fini, preferisce immaginarseli “persi fra le nuvole”, dove “nuvoloni umanizzati giocheranno con questi nostri ex eroi”. Nella costruzione trova posto anche Beppe Grillo nell’intento di azzionare un detonatore con tanto di bolle di sapone e “un comico che manda per aria la politica tutto sommato giova al nostro racconto” di Carnevale.

Chi non muore mai. Il carro di Emilio Cinquini, “L’ultimo immortale”, rappresenta che “l’Highlander Silvio Berlusconi non molla e continua a lottare contro falchi e colombe”. Emilio Cinquini, dopo aver rappresentato Silvio Berlusconi come stregone, ne “Il signore degli anelli” (2003), come pirata con tanto di bandana, in “Bandana Repubblic” (2005), nei panni di Alice, “Nel paese delle meraviglie” (2010), testimonia l’immortalità dell’Highlander Silvio Berlusconi che sulle note di “Who wants to live forever” dei Queen si erge maestoso sullo sfondo di uno scenario celtico, con tanto di castello diroccato, pronto a sfidare falchi e colombe.

Berlusconi come Hitler e non solo. L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mattatore in tutte le salse della scena politica italiana, è il soggetto del carro di Gionata Francesconi & Giacomo Marsili, “Ride bene chi ride ultimo”. Sulle note della canzone “Meno male che Silvio c’è”, inno ufficiale del Partito delle Libertà nella campagnia elettorale delle politiche del 2008, il duo Francesconi e Marsili hanno rappresentato Berlusconi nelle sembianze di Re, Papa, Napoleone, Mussolini e Hitler, veicolando attraverso la satira politica un messaggio forte che si contrappone alla seduzione infantile, tipica dei jingle della pubblicità, di “Meno mane che Silvio c’è”.

Bagnanti e bagnini contro le tasse. Alla crisi economica che attanaglia l’Italia è dedicato il carro di Edoardo Ceragioli “Ultima spiaggia”. L’Euro, le direttive della Banca Centrale Europea, sono alla base della situazione di crisi italiana, con imprese in crisi, attività che chiudono. Ecco che allora, davanti all’ipotesi di nuove tasse che non sarà possibile pagare, siamo all’ “Ultima spiaggia”, rappresentata nella costruzione di Edoardo Ceragioli da un novello Caronte che a bordo di un canotto naviga in un mare di incertezze ed approda su una spiaggia dove, tra ombrelloni e lapide funerarie, un popolo di bagnanti e “bagnini” si contrappone armato di chiodi, simbolo dell’indebitamento economico”, alla richiesta di nuove tasse imposte dalla classe politica. Forse non c’entra e c’entra alla lontana, ma siamo a Viareggio e il tema dell’”Ultima spiaggia” fa venire in mente anche la direttiva Bolkestein in materia di affidamento delle concessione demaniali marittime.

Paolo Fornaciari

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