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Versilia

Rapinato dopo l’elemosina

Rapinato dopo l’elemosina

Ha detto di aver dato del denaro a una nomade e di essercisi appartato: lei gli ha preso il portafogli

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VIAREGGIO. Prima ha fatto l’elemosina a una donna di origine Rom. Poi si è appartato con la donna (a quanto pare su invito della stessa). Ma alla fine un pensionato viareggino residente al Varignano è stato rapinato del portafoglio con dentro 300 euro.

Il fatto è avvenuto nel marzo 2012 al Varignano. Il pensionato era in giro con la sua bici quando è stato avvicinato dalla donna che gli ha chiesto del denaro.

L’uomo ha detto di aver consegnato alla donna prima 5 euro e poi altri 10.

A quel punto la nomade gli avrebbe offerto di appartarsi promettendogli un “regalino”. Il viareggino ha seguito la ragazza dietro un capannone isolato. Secondo la testimonianza a quel punto la donna avrebbe iniziato a spogliarsi.

Ma a quel punto è avvenuto l’imprevisto. La donna sarebbe infatti riuscita a impossessarsi del portafoglio del pensionato. Poi lo avrebbe spintonato facendolo cadere a terra per poi fuggire.

La vicenda, dopo la denuncia dell’anziano, è così finita davanti al giudice Gerardo Boragine in tribunale a Lucca dove la donna ha dovuto difendersi dall’accusa di rapina.

Per i suoi difensori si sarebbe invece trattato di una contrattazione per una prestazione sessuale (e quindi non oggetto di reato). Ma il giudice non ha accolto la tesi difensiva e ha deciso per la condanna a due anni e 400 euro di multa di Veronica Chirita (questo è il nome della donna).

A far pendere la bilancia della giustizia in questa direzione sono state la spinta e la fuga successiva della donna.

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