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Versilia

Ecco l’Italia raccontata dai maghi del Carnevale

Il Carnevale di Viareggio, come è sua tradizione, rappresenta un’ideale finestra aperta sul mondo. I “maghi” del Carnevale da sempre sono sensibili interpreti della storia e delle situazioni del nostro tempo, condensando nelle gigantesche costruzioni di cartapesta, nelle diverse plasticità delle forme e degli impasti cromatici, sogni, desideri e paure della gente ed offrendo spunti di riflessioni su ciò che ci circonda. Per il Carnevale 2014 sfileranno dieci carri di prima categoria, cinque di seconda, nove mascherate in gruppo e dieci maschere isolate. I temi trattati dai Maestri costruttori spaziano dalla visione della crisi economica e delle possibili soluzioni per superare problemi e difficoltà del nostro tempo, dalla rappresentazione dei sogni e delle paure della gente, dalla sempre più avanzata tecnologia che ha reso Internet e la Rete un labirinto intricato dove è facile perdersi, dagli omaggi a big della musica e dello spettacolo, come John Lennon, Freddie Mercury e Giorgio Gaber, dal mondo della politica, oggetto della dissacrante satira che da sempre costituisce il sale del carnevale di Viareggio. Ma veniamo ai carri di prima categoria.
Ecco l’Italia raccontata dai maghi del Carnevale

Sogni e paure, la crisi, la lotta alla discriminazione e le seduzioni del web tra i temi scelti dai costruttori dei carri di prima categoria

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Il Carnevale di Viareggio, come è sua tradizione, rappresenta un’ideale finestra aperta sul mondo. I “maghi” del Carnevale da sempre sono sensibili interpreti della storia e delle situazioni del nostro tempo, condensando nelle gigantesche costruzioni di cartapesta, nelle diverse plasticità delle forme e degli impasti cromatici, sogni, desideri e paure della gente ed offrendo spunti di riflessioni su ciò che ci circonda. Per il Carnevale 2014 sfileranno dieci carri di prima categoria, cinque di seconda, nove mascherate in gruppo e dieci maschere isolate. I temi trattati dai Maestri costruttori spaziano dalla visione della crisi economica e delle possibili soluzioni per superare problemi e difficoltà del nostro tempo, dalla rappresentazione dei sogni e delle paure della gente, dalla sempre più avanzata tecnologia che ha reso Internet e la Rete un labirinto intricato dove è facile perdersi, dagli omaggi a big della musica e dello spettacolo, come John Lennon, Freddie Mercury e Giorgio Gaber, dal mondo della politica, oggetto della dissacrante satira che da sempre costituisce il sale del carnevale di Viareggio. Ma veniamo ai carri di prima categoria.

Internet? Un cyber ragno. Il mondo di Internet é al centro della costruzione di Alessandro Avanzini, “La Rete”. Per il vincitore dell’edizione 2013 del Carnevale “il ragno cyborg cresce ad ogni click: é la voracità di Internet che ci succhia l’individualità”. Il carro, secondo l’impostazione plastica e cromatica che caratterizza l’originale stile di Alessandro Avanzini, rappresenta il “Cyborg freddo metallico un po’ astratto, un po’ giocattolo, dalle sembianze di un ragno con la testa a forma di mouse che cresce ad ogni click”. Cresce e si nutre delle sue prede: individui sempre più spersonalizzati, senza individualità, bocconi prelibati per la famelica voracità di un potere che corre implacabile nelle autostrade senza confini delle maglie tentacolari che costituiscono il labirinto della Rete.

Quando il web fa paura. Sempre Internet è il soggetto della costruzione di Fabrizio Galli, “Non entrare in quel portale”, che denuncia il pericolo di dipendenza da Internet, moderno oggetto di idolatria di massa, rappresentato dal cyborg ragno sempre in agguato pronto a fare preda di chi si addentra nelle infinite ed oscure maglie della Rete. La costruzione di Fabrizio Galli sviluppa due momenti scenici: Portali di Internet che si ergono come novelli Stargate, invitanti finestre aperte su mondi virtuali, che catturano l’attenzione ed invitano a varcare la soglia dell’ignoto; poi, superata la porta del mondo virtuale l’invisibile rete di Internet mostra la sua micidiale trappola simboleggiata dal cyborg ragno che paralizza la sua vittima predestinata, per lo più adolescente, pronta ad immolarsi, senza rendersene conto alla sua bellezza ammaliatrice.

L’Italia ha bisogno di ... Freud. I problemi dell’Italia e degli italiani sono il tema della costruzione “Hysteria – L’Italia in ultima analisi…” di Creazioni Lebigre & Roger snc, che rappresenta il nostro Paese sull’orlo di una crisi profonda alla base di una dicotomia fra problemi reali e dibattito politico. Secondo i costruttori, l’Italia deve sottoporsi ad un’intensa terapia“psicoanaliticaparascientifica” alla ricerca di una difficile quanto improbabile soluzione. Il paziente Italia viene sottoposto all’analisi di due luminari: il dottor Sigmund Freud e il dottor Frankestein Junior. La diagnosi per l’Italia non è univoca e quindi l’unica soluzione è la terapia d’urto che avverrà lungo il corso mascherato, alla quale tutti sono invitati a prendere parte. Fra scienza ed assurdo, vince la magia del Carnevale, garantendo per tutti divertimento ed allegria.

Se i carri armati sparassero allegria? A come vincere la tristezza, le ingiustizie e tutti i mali che affliggono l’esistenza dell’umanità è il tema della costruzione di Massimo Breschi, “Un carro… armato di allegria”. Ispirato da una celebre frase di Albert Einstein, “Per ogni minuto di tristezza perdi sessanta secondi di felicità”, per Massimo Breschi, “cancellare la tristezza si può, basta far esplodere l’allegria delle maschere”. La costruzione è un grande carro armato, ispirato secondo l’intento di Massimo Breschi, ad uno stile carnevalesco che parte dalla tradizione del Carnevale di Viareggio e che si propone come omaggio ai “maghi” Sergio Baroni e Renato Galli. È una macchina da guerra sui generis, armata dall’allegria e dalla gioia incontenibile delle maschere. Forse non si potrà debellare la guerra nel mondo, ma la tristezza certamente sì, se a contrastarla è l’armata del Carnevale con l’esplosione d’allegria dei suoi corsi mascherati.

La crisi ci ruba il futuro. Alla crisi che attanaglia la nostra società, rendendo la vita quotidiana quasi un’odissea dove il futuro è un’incognita ed i sogni impossibile, è dedicata la costruzione “Il ladro dei sogni” di Fantasticarte snc di Simone Politi e Priscilla Borri. La vita di tutti giorni è condizionata da un insieme di situazioni impossibili. Manca il lavoro, mancano i soldi nelle tasche degli italiani, di contro cresce il PIL, cresce lo spread. È possibile dare corpo al responsabile delle situazioni che vanificano il sogno di un futuro migliore? Simone Politi e Priscilla Borri ci hanno provato, dando forma e colore al loro “ladro di sogni”, un mostruoso individuo che “nascosto da tutti, manovra, fa e disfa, decide le sorti di popoli e generazioni”. Al “ladro di sogni” bisogna opporsi, e la ricetta, secondo i costruttori, è vivere “all’interno di una famiglia, soddisfatti del proprio lavoro…. circondati da persone che ci amano”.

Sogna, è Carnevale. A sognare un futuro migliore è anche Franco Malfatti con il suo “L’acchiappasogni”, una costruzione che rappresenta uno stregone indiano che insegna a filtrare sogni e visione con il suo magico amuleto. Per Franco Malfatti “sarebbe bello alzarsi un mattino ed accorgersi che i sogni dell’umanità si sono realizzati. E che tutte le vicissitudini che ci affliggono si sono dissolte come per magia”. Il costruttore è consapevole che ciò è un’utopia, ma è Carnevale e allora dalla sua costruzione fa alzare verso il cielo un volo di colorate farfalle che rappresenta la possibilità dell’uomo di sognare.

Stregoni contro i mali del Paese. L’Italia di oggi è un paese dove è difficile sognare, come è documentato dalla costruzione di Carlo Lombardi “Voodoo”. I riti Voodoo sono pratica magiche arcane di origine africana che erroneamente vengono associati solo alla magia nera. La funzione della bambolina voodoo e quella di rappresentare l’oggetto su cui si concentra il rituale magico. Nella costruzione di Carlo Lombardi, la bambolina rappresenta l’Italia trafitta da spilloni che rappresentano i mali che l’affliggono: evasione, corruzione, mafia, privilegi di casta, giustizia ingiusta, sanità malata… Per il costruttore, ultimo tentativo che rimane agli italiani è quello di praticare un rito voodoo ed affidarsi alla magia per “scacciare i demoni disfacendosi di tutti i loro mali”.

Aiuto, affoghiamo! Fa riferimento alla mitologia greca la costruzione “La penisola sommersa” di “La Fabbrica dei sogni” dei F.lli Bonetti, che rappresenta come la politica sia all’origine dei mali che affliggono l’Italia, che rischia di finire come Atlantide, l'isola leggendaria, il cui mito è menzionato per la prima volta da Platone. Secondo il racconto, Atlantide sarebbe stata situata "oltre le Colonne d'Ercole", e sarebbe sprofondata "in un singolo giorno e notte di disgrazia" per opera di Poseidone. Per i fratelli Bonetti, come per Atlantide, così accadrà per l’Italia, rappresentata nella costruzione dai monumenti simboli del Bel Paese e dai volti di rappresentanti dei partiti. Se “continueranno le politiche autoreferenziali e l’interesse dei soliti politicanti”, sarà cancellata, allegoricamente, da una specie di tsunami governato dal dio del mare.

La rivoluzione? Si fa con la musica. Una componente importante del carnevale è la musica e alla musica internazionale sono dedicate due costruzioni; la prima “Revolution” dei fratelli Umberto e Stefano Cinquini, è un “omaggio a John Lennon per dire che l’unica scelta è una rivoluzione d’amore”. John Lennon, che campeggia sulla costruzione, èstato compositore e cantante dei Beatles, dei quali, in coppia con Paul McCartney, ha composto la maggior parte delle canzoni. È uno dei cantautori di maggior successo. La canzone “Give peace a chance” alla quale è dedicata la costruzione , fu scritta durante la celebre luna di miele di Lennon e Yoko Ono. Alla canzone “L’unica scelta per l’umanità è una rivoluzione d’amore” è dedicato l’omaggio dei fratelli Cinquini: “ a chi ha emozionato il mondo intero con le parole e la musica portando sempre la speranza nel cuore”.

L’amore vince sempre. A Freddie Mercury dei Queen è dedicata la costruzione “Figli di un dio minore”, di Roberto Vannucci, come omaggio all’artista, che sulla costruzione è rappresentato come un angelo che imponente si alza in volo. Il carro rappresenta una denuncia verso ogni forma di discriminazione.“Omosessualità, povertà, immigrazione, razzismo sono i capri espiatori di chi ha indurito il proprio cuore, dimenticando l’amore e la tolleranza”. Freddie Mercury affermò con orgoglio la propria diversità e si impegnò a combattere “per dire che l’amore vince su ogni discriminazione”. Per Vannucci, la strada è tracciata: sta a noi decidere di seguirla. Per un mondo più unito, there is “Somebody to love”.

Paolo Fornaciari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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