Sicurezza
«I locali non sono il male assoluto»
L’intervento di Riccardo Montanini, esponente del Pd
TORRE DEL LAGO. «La revoca della concessione, questo gesto irrazionale, dimostra quanto sia urgente e improcrastibile una revisione delle norme della legge regionale che regolano attualmente il lungomare viareggino e torrelaghese». Interviene così, sui guai della movida torrelaghese, Riccardo Montanini, esponente del Pd e ristoratore. Oggi - scrive Montanini - «vogliono che l'amministrazione revochi le concessioni alle attività sulle Marine...Domani dunque chiuderanno anche il Pucciniano poichè produce sicuramente all'interno dell'area integrale più di 42 decibel. Poi abbasseranno l'illuminazione pubblica perché deturpa l'ambiente. E avanti così».
La differenza tra tutti i parchi nazionali o regionali, d'Italia e il nostro - sottolinea l’esponente del Pd - «è sostanziale, in quanto noi siamo fortemente antropizzati da migliaia di turisti ai quali non possiamo razionalmente dire andate via, e da un paese completamente confinato al proprio interno. Cosa dobbiamo farne delle attività che ci hanno permesso di costruire,: venderci i prodotti del sottobosco?Distruggerle?».
E poi, prosegue Montanini, «finiamola con questa sceneggiata delle discoteche causa di ogni male, che speculano su tutti noi. Ci sono stati errori nel passato, ma che siamo oggi in grado di correggere. Il problema della Movida è qualcosa che riguarda tutta la frazione, tutte le attività di somministrazione e ricezione a Torre del Lago in largo e in lungo. Purtroppo il turismo balneare e le due Fondazioni non sono sufficienti a mantenere alto il nostro Pil, soprattutto il Pucciniano per la Frazione, nonostante il costo annuale sul bilancio pubblico, e gli investimenti di questi anni. Da circa una diecina di anni abbiamo scoperto nella Movida un ritorno economico importante, direi determinante a mantenere vive attività necessarie tutto l'anno al servizio della cittadinanza. Per effetto di norme a mio avviso inadeguate ai tempi e luoghi, e di un inasprimento delle istituzioni, della crisi economica, e dei costi gestionali e tasse molti esercizi continueranno a chiudere, sarà la fine per la frazione già fortemente contingentata».
A chi accusa i commercianti torrelaghesi di sostenere l’uscita dal Parco, Montanini risponde: «Dico fermamente anche, che nessuno vuole uscire dal Parco, questa massima viene ogni qualvolta evocata per ergere palizzate e creare un fronte unito tra gli ambientalisti. A loro ci rivolgiamo consapevoli della sfida a cui li sottoponiamo, in effetti quelli come me e sono tanti lavorano 12 ore al giorno per sbarcare il lunario, e chiedono norme adeguate alle esigenze di un paese che vive unicamente di terziario e del proprio turismo al quale non si può tagliare la testa«.
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