Gioco
Palazzo delle Muse senza certificazione prevenzione incendi
La risposta dell’assessore Servetti all’interrogazione del consigliere del Pdl Alessandro Santini
VIAREGGIO. «Sono tutt’ora presenti nel Palazzo delle Muse attività incompatibili ed interferenti tra loro ostative all’ottenimento del Certificato di prevenzione incendi». A scrivere così è Laura Servetti, assessore ai lavori pubblici della Giunta Betti, che risponde all’interrogazione presentata dal consigliere del Pdl, Alessandro Santini, che palazzo delle Muse ben conosce da ex presidente della Fondazione Carnevale. Tradotte dal linguaggio della burocrazia, le parole di Laura Servetti dicono una cosa sola: Palazzo delle Muse, sede dell’affollata biblioteca comunale, della biblioteca dei ragazzi, della Galleria d’arte moderna e contemporanea, della Fondazione Carnevale e degli ex uffici dell’Apt con tanto di sala convegni, non è dotato del certificato di prevenzione incendi.
La prima considerazione che viene è in mente è cosa accadrebbe se i controlli degli enti competenti trovassero in queste condizioni un cinema, un teatro, una discoteca, un locale qualsiasi. «Per quanto riguarda il certificato di prevenzione incendi - scrive ancora l’assessore ai lavori pubblici - e la conseguente agibilità si fa presente che deve riguardare l’intero complesso del Palazzo delle Muse e non i singoli piani, anche in riferimento alle attività che vi si svolgono, che devono avere un unico responsabile».
E qui, ecco la seconda considerazione: dunque c’è un rapporto diretto tra la presenza del Certificato prevenzione incendi e l’agibilità della struttura. E se il certificato non c’è - come mette nero su bianco l’assessore - ne consegue che il palazzo non è agibile? La risposta a questa domanda diventa, oggi più che mai, ineludibile quanto urgente.
Servetti illustra cosa è necessario fare perché sia possibile ottenere il certificato: «Allo stato attuale se lo si vuole ottenere è necessario che il secondo piano ed il sottotetto siano liberati da persone, archivi e da materiali combustibili presenti in grande quantità. In assenza di una scelta precisa dell’amministrazione sul tipo di attività da esercitare nei piani secondo e sottotetto (uffici o museo) non è possibile prevedere i necessari lavori e non è possibile presentare un progetto globale che possa ottenere il certificato prevenzione incendi da parte dei vigili del fuoco».
La terza considerazione arriva dal consigliere Santini, che ha preso di punta la questione sicurezza dei palazzi della cultura a Viareggio: «Ma tutti i finanziamenti utilizzati per gli incarichi esterni a professionisti chiamati a certificare la sicurezza e tutti gli atti relativi, a cosa sono serviti?».
Certo, la questione sicurezza dei palazzi comunali - in particolare quelli più frequentati dal pubblico - non nasce con l’amministrazione del sindaco Leonardo Betti, arriva in Municipio dal giugno scorso.
Le Giunte precedenti si sono “trascinate” la situazione arrivata al capolinea anno dopo anno, senza intervenire. Tanto che lo stesso consigliere Santini sta ancora analizzando le carte allegate alla risposta che l’assessore ai lavori pubblici ha messo insieme.
Una risposta che - per alcuni tratti - lascia trasparire una gran confusione.
Senza contare che una parola definitiva sullo stato di agibilità, funzionamento degli impianti antincendio, delle centraline di rilevazione fumi, delle luci di sicurezza (che in alcuni edifici sembrano addirittura mancare) non è mai stata detta. Da parte di nessuna delle amministrazioni alle quali la domanda è stata ripetutamente rivolta.
«Considerano il patrimonio artistico conservato alla Gamc ed il fatto che al piano terra c’è una biblioteca comunale frequentata da tantissimi studenti - conclude Alessandro Santini - per non parlare degli uffici e di chi vi lavora, credo che sia necessario arrivare fino in fondo alla questione che ho sollevato».
Provare a fare chiarezza, costi quel costi, potrebbe essere davvero un segnale concreto che qualcosa prima o poi dovrà cambiare sul serio.
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