Il Tirreno

Versilia

Perini navi cessa la produzione di alberi in alluminio

di Donatella Francesconi

Pocai (Fiom): l’azienda simbolo di Viareggio nel mondo acquisterà dalla Spagna l’alberatura in carbonio

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VIAREGGIO. È un altro pezzo della professionalità made in Viareggio che se ne va: Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom provinciale, commenta così quanto sta accadendo alla Perini Navi. Dove «s’è perso il treno per poter essere un concorrente nel mercato mondiale della produzione di alberi in carbonio». L’azienda leader nel settore delle prestigiose imbarcazioni a vela, simbolo di Viareggio in porti e mari di tutto il mondo, «non produrrà più gli alberi in alluminio e si pone la preoccupazione per il lavoro e la riqualificazione degli addetti».

Oggi - racconta Pocai - gli alberi che si stagliano imponenti verso il cielo («si arriva anche a 70 metri di altezza») si costruiscono in carbonio. «E l’azienda li acquisterà in Spagna, dopo aver sperimentato a Viareggio la produzione dei boma in carbonio». Materiale che - continua il sindacalista - «ha necessità di temperature adeguate e dedicate». Senza contare che questo tipo di alberatura «va costruita in un’unica soluzione».

In realtà, questa storia che sembra giunta ad un brutto capolinea porta indietro nel tempo. A quella gara per la vendita della Umi1, area nella zona del mercato ittico, che la Giunta Lunardini non ha saputo portare in fondo. E che è sfociata nel contenzioso tra Perini Navi e Comune: la prossima udienza in Tribunale è stata sospesa in attesa del’esito del procedimento che la stessa azienda ha aperto al Tar. Oggetto del contenzioso è la caparra da 450mila euro che Perini navi versò al Comune, dopo aver vinto la gara ma senza che l’operazione andasse poi in porto per la mancanza dell’accesso all’acqua. Accesso per il quale - ha sempre dichiarato l’azienda, nero su bianco - l’amministrazione di centrodestra aveva dato «rassicurazioni» che non facevano certo pensare all’epilogo che poi c’è stato.

«Io credo - è il suggerimento di Pocai - che l’amministrazione del sindaco Betti debba verificare se ci siano o meno le condizioni per un ritorno al progetto originale, come rilancio e speranza per la nautica».

In realtà, dopo la gara vinta da Perini Navi (senza che l’acquisto si sia mai concretizzato) l’area in questione - sulla quale sarebbe dovuto nascere il polo tecnologico per la produzione degli alberi in carbonio - è andata a bando altre tre volte. Proponendo un prezzo più basso di oltre un milione rispetto ai 5 iniziali. Una differenza che gli avvocati del Comune hanno messo nel conto nelle carte portate in Tribunale per contestare le richieste dell’impresa della nautica.

Le parole di Pocai, però, non sarebbero solo un desiderio...Perché, secondo indiscrezioni, Perini potrebbe avere ancora un filo di interesse nell’operazione.

«La Giunta Lunardini non ha sciolto la questione banchina/accesso all’acqua», ricorda Pocai. Ma la partita potrebbe non essere persa del tutto, sembra di capire. «È una questione di volontà», questo il messaggio che lancia il segretario dei metalmeccanici della Cgil.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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