Eleonora: «Non lascerò la cartapesta»
La Francioni e il bozzetto non presentato: «Stop di un anno per fare... la mamma»
VIAREGGIO. Quest’anno non sfilerà sui viali a mare con i suoi mascheroni colorati. Ma, se il pancione glielo permetterà, andrà al corso da semplice spettatrice. Col rischio però di perdersi gli ultimi corsi, visto che il tempo della gravidanza finirà proprio i primi giorni di marzo, quando il Carnevale si concluderà. Eleonora Francioni, una delle poche donne che sono riuscite a farsi largo nel mondo della cartapesta viareggina, si è preso dunque un anno sabbatico. E per questo non ha presentato alcun bozzetto per le mascherate in concorso.
Ma, a differenza di Alfredo Ricci, che sembra aver definitivamente abbandonato il suo posto di carrista alla Cittadella, non ha alcuna intenzione di lasciare la cartapesta. «La mia volontà è quella di restare nel Carnevale - spiega la costruttrice originaria di Greve in Chianti - ma non potevo certo affrontare gli ultimi mesi della gravidanza fra creta, gesso e colla. Tanto più che non posso fare sforzi con la schiena. Per questo motivo non ho presentato il bozzetto della mascherata. Né, come qualcuno mi aveva suggerito, ho voluto firmare un progetto che poi avrebbe realizzato Antonio (Mastromarino, ndr), il mio compagno. Non sarebbe stato corretto...».
In realtà il cordone ombelicale con il Carnevale, Eleonora non lo avrebbe voluto tagliare neppure quest’anno. «È vero che non ho presentato un bozzetto per la mascherata in gruppo, però alla Fondazione ho proposto in alternativa un progetto per dare il via ad una scuola della cartapesta indirizzata ai giovani e, più in generale, a coloro che vogliono avvicinarsi e scoprire la tecnica della carta a calco. Sarebbe un modo per continuare a lavorare alla Cittadella compatibilmente con la mia condizione di futura mamma».
Sull’argomento, però, l’ultima decisione spetta alla Fondazione Carnevale. «Ho parlato con il presidente Pasquinucci spiegandogli il progetto. E spero che a Palazzo delle Muse accolgano la mia idea. E non solo perché mi permetterebbe di continuare a lavorare in questo ambiente anche in un anno particolare per me, ma anche perché il Carnevale di Viareggio ha bisogno di persone nuove che possano affacciarsi al mondo della cartapesta. Il corso non servirebbe solo e soltanto per sfornare nuovi aspiranti carristi, ma anche per preparare persone che possono lavorare agli hangar. Per esperienza personale, posso dire che manca una manodopera che ha una formazione specifica».
Claudio Vecoli
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