Il Tirreno

Versilia

Ecco “Ultima spiaggia”, il carro sulla Bolkestein

di Claudio Vecoli
Ecco “Ultima spiaggia”, il carro sulla Bolkestein

Spiaggia trasformata in cimitero, bagnini all’assalto della politica Ma l’autore Edoardo Ceragioli frena: «Non è una costruzione contro le aste»

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VIAREGGIO. Per molti sarà il carro sulla Bolkestein. Quello del “no alle aste”. Anche se in realtà l'autore – come ci tiene a precisare – voleva lanciare un messaggio ben diverso. Fatto sta che “L'ultima spiaggia”, costruzione di seconda categoria firmata da Edoardo Ceragioli, porterà sui viali a mare il tema tanto caro ai balneari di mezza Italia (e di tutta la Versilia).

Cimitero in spiaggia. Il richiamo alla direttiva europea che vorrebbe mettere all'asta tutte le concessioni balneari va oltre al titolo del carro. Il soggetto principale dell'opera di Edoardo Ceragioli, infatti, è un gigantesco canotto condotto da un Caronte con la faccia scheletrita che rappresenta una classe politica italiana alla continua ricerca di soldi da spillare dalle tasche di tutti i cittadini. Il gommone naviga di fronte ad una spiaggia disseminata di lapidi, come un grande cimitero, dove però i figuranti – vestiti da bagnanti degli anni Venti – continuano a giocare e divertirsi allegramente. Sul retro del carro, poi, domina l'effige dell'Euro. Così i veri eroi del carro diventano alcuni bagnini che a bordo di pattìni di salvataggio tentano di sabotare il gommone bucandolo con dei grossi chiodi. Una “scena” che si presta a molteplici letture. Ma che, soprattutto a Viareggio, in molti abbineranno alla battaglia che da anni i balneari stanno combattendo contro la direttiva Bolkestein.

La parola all'autore. Ma nelle intenzioni di Edoardo Ceragioli l'opera che ha concepito non voleva essere un carro sulla Bolkestein. Tutt'altro. «Il tema che volevo affrontare – spiega il giovane costruttore – era quello della classe politica italiana che sta affamando un'Italia che è letteralmente all'ultima spiaggia. Con particolare riferimento alle categorie più disagiate e in difficoltà, che non sono certo i balneari».

Che però il carro, già a partire dal titolo, possa in qualche modo ingenerare l'equivoco, Ceragioli lo ha messo in qualche modo nel conto. «Ho capito che poteva essere data anche questa seconda lettura del carro – ammette – quando chi ha visto in anteprima il bozzetto ha cominciato a farmi dei riferimenti alla Bolkestein. Accusandomi scherzosamente di essermi ingraziato i balneari di tutta la Versilia. L'intenzione mia però non era affatto questa. E al contrario spero che durante i corsi mascherati nessuno venga al seguito del carro con gli striscioni “no alle aste”. Non è questo il messaggio che vorrei lanciare agli spettatori che vedono la costruzione. Anche se poi ognuno è libero di leggerci quello che vuole».

@ClaVecoli

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