Il Tirreno

Versilia

Congresso Pd, è scontro Dati: hanno tentato l’assalto

di Donatella Francesconi
Congresso Pd, è scontro Dati: hanno tentato l’assalto

Il candidato dei “renziani” parla di «gente reclutata per il voto senza sapere cosa stesse facendo». Marchetti denuncia: troppi si sono tesserati ignari di tutto

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VIAREGGIO. Parla di «comportamenti politicamente inaccettabili» e di un «gruppo di persone che ha tentato di mettere le mani sul Pd della Versilia»: Giuseppe Dati, avvocato, candidato “renziano” alla segreteria della Federazione versiliese del Pd non ama i mezzi termini. E, all’indomani della chiusura dei congressi che hanno portato lui e Agnese Marchetti al voto dell’assemblea, perché nessuno dei due ha superato il 51% necessario per essere eletto segretario, snocciola i fatti senza risparmiare critiche al sistema di regole stabilite da Roma per il congresso. Regole che «sono apparse gravemente inadeguate, tali da consentire il voto solo agli iscritti ma consentendo, al contempo, a chiunque di iscriversi anche all’ultimo minuto e votare. Si pensi che, inoltre, bastavano appena nove firme per candidarsi a segretario territoriale della Versilia». In questo quadro, «in alcuni congressi di circolo, un gruppo di persone, sostanzialmente estranee al Pd e ai suoi valori di sincera partecipazione democratica, ha letteralmente reclutato gente del tutto ignara, speso straniera, che in taluni casi capiva a stento l’italiano. Gente che quelle persone hanno “spedito” a iscriversi e votare. Molti di costoro non sapevano neppure a quale partito si stavano iscrivendo e cosa significasse l’iscrizione ad un partito. Ma erano determinato a iscriversi e chiedevano espressamente la ricevuta di pagamento della tessera».

Al tentativo, così descritto, di «mettere le mani sul Pd della Versilia - continua Dati - io e coloro che mi hanno sostenuto intendiamo trarre una lezione che non rimarrà senza seguito: chi vuole mettere le mani sul Pd, essendo in realtà estraneo ai suoi principi e valori, non può avere cittadinanza nel nostro partito. E noi intendiamo negargliela, senza eccezioni e senza compromessi».

Una presa di posizione, quella di Dati, ripresa - sia pur con toni diversi - da Agnese Marchetti, candidata per i sostenitori (al nazionale) di Cuperlo e Civati: «Il regolamento che ha consentito il tesseramento al Pd, un partito politico non una associazione ricreativa, anche il giorno stesso dei congressi di chiunque disponesse di 15 euro e di una indicazione di voto ha ovviamente falsato la competizione. Era palese per chiunque stesse ai seggi ascoltare, vedere e toccare con mano che per alcuni, specialmente a Viareggio, l'espressione del voto era totalmente sganciata dalla consapevolezza di sapere cosa è un partito politico, dove si colloca il Pd, cosa si andava a votare. Chiedevano solo, in forza del pagamento, di esprimere il voto loro commissionato. Non credo fosse questo il senso dell'apertura del tesseramento ma era ben intuibile che in ciò si sarebbe trasformato: un mercato».

È proprio in virtù di questo “mercato”, la giovane candidata alla segretaria versiliese del Pd annuncia: «Sarà l'assemblea a decidere chi sarà il prossimo segretario della Versilia. Incontrerò i miei delegati, li ascolterò ma credo che converranno con me che il nostro voto non sarà oggetto di alcun accordo». Né Dati né Marchetti, dunque, chiedono i voti dei sostenitori di Paola Gifuni, terza arrivata ed esclusa dal ballottaggio.

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