Il turismo di Forte? Tutto da rifare
L’ex assessore Franceschi: sbagliato averne fatto il luogo del lusso
FORTE DEI MARMI. Al Forte è cosa frequente trovarsi in disaccordo, soprattutto sui grandi temi come il turismo. Ma se a prendere carta e penna è un ex assessore come Vasco Franceschi, l’attenzione è dovuta, in virtù della sua lunga esperienza amministrativa nel settore. «Se qualcuno si è perso il recente convegno di Villa Bertelli - esordisce - si rassereni, non ha perso nulla. Chi, come me era presente, si è visto riproporre la solita litania che da più di 20 anni ci viene propinata ogni tanto: teatro, palacongressi più piscine sulla spiaggia, nuove rotatorie e così via. Aria fritta, niente più. A parte il fatto che convegni di questo tipo sarebbero un obbligo per l’amministrazione comunale e ancor più per gli operatori del settore, mi domando a cosa servano se gli attori non sono d’accordo su niente, e al massimo anellano richieste poco realistiche solo per far sfoggio delle proprie presunte capacità di analisi e di sintesi turistica. E soprattutto dove nessuno si dice disponibile a “rumarsi in tasca”, ritenendo che a tutto debba pensare il Comune».
«Quali prospettive mi domando possa avere un paese come il Forte – continua Franceschi - che avendo una mono economia turistica, non osa scrutare con umiltà e seriamente al proprio interno creando coesione e partecipazione. Sono convinto che l’aver fatto di tutto e di più per far passare con forza e determinazione Forte dei Marmi come il luogo delle vacanze di lusso, - prosegue l’ex assessore al turismo - è stato ed è un harakiri imperdonabile che ha contributo solo mettere ancor più in ginocchio il nostro turismo. Specie in momenti come quelli che stiamo attraversando. E allora? Voliamo più basso e cerchiamo di stare con i piedi per terra. Il Forte, magari per il Centenario che verrà nel 2014, deve essere più pulito, meglio arredato, più fiorito, più sicuro e più a dimensione di bambino, aperto anche alla terza età e in grado di sfruttare al massimo la spiaggia. Ristabilendo questi criteri di base si potrà poi guardare a nuove strutture che oggi hanno del ridicolo: si può chiedere a gran voce il palacongressi quando la nostra recettività alberghiera , è noto, non è in grado di garantire posti letto e le minime necessità che richiedono i congressisti? Mancano i parcheggi e anche locali come La Capannina, aprono solo, e di rado, il sabato sera. Il Forte è un paese dove trovare un taxi è come fare un terno al lotto, dove c’è un solo e fatiscente gabinetto pubblico; dove abbiamo operatori con scarsa se non addirittura totale mancanza di conoscenza delle lingue e dove per portare i bambini al parco-giochi occorre attrezzarli con la mascherina anti polvere. Infine basta far fare la passarella a certi “esperti” - conclude Franceschi - al convegno ho avuto la fortuna di ascoltare Beatrice Grassi proprietaria e gestore di due alberghi: Il Negresco e Villa Roma Imperiale che con parole e idee semplici e realistiche ci ha dato una lezione di marketing e advertising da farci sentire piccoli-piccoli. È a persone come lei che dobbiamo guardare e se fossi il sindaco la chiamerei e le consegnerei la chiave turistica del paese dicendole: “Ha carta bianca».
Angelo Petri
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