Il Tirreno

Versilia

Fra pescatori e nautica è scontro aperto «Blocchiamo il porto»

di Donatella Francesconi
 Fra pescatori e nautica è scontro aperto «Blocchiamo il porto»

Niclo Vitelli (Cittadella della pesca): giù le mani dal “bozzone” Gli spazi ci sono, Polo nautico incapace di farli fruttare

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VIAREGGIO. «La banchina Natino non si tocca. E se qualcuno pensa di farlo siamo pronti a bloccare tutto il porto». Niclo Vitelli, presidente del Consorzio “Cittadella della pesca” risponde così, al convegno organizzato ieri mattina sui problemi della pesca, alle tante componenti del porto che hanno messo gli occhi, e un domani vorrebbero metterci anche le mani, sulla Darsena dei pescatori, il “bozzone”.

Venerdì era stato il presidente di Cna nautica nazionale a descrivere il porto che gli operatori della nautica hanno in mente: «Un porto che metta al centro il lavoro, con spazi prevalentemente destinati alle banchine operative con aree attrezzate ed in sicurezza, dotate di servizi adeguati per le lavorazioni e la sosta di grandi yachts. Dobbiamo recuperare aree importanti della struttura e far quindi spazio al lavoro, rendendo così appetibile il porto ai molteplici attori internazionali e creando le condizioni per il suo rilancio economico».

Vitelli risponde a tono: «Non si permettano di mettere in discussione il progetto per la pesca previsto nel Piano regolatore portuale! Dimostrino piuttosto di essere imprenditori. Altrimenti propongo che si revochino le concessioni a Polo nautico, dove in 14 anni è cresciuto solo un cumulo di macerie. Non sono stati capaci neppure a risolvere un problema con il sindacato...». Provocazione forte, quella di Niclo Vitelli, una storia personale che passa dallo storico cantiere Sec, dalla cui ceneri è nato Polo nautico. «Le banchine ci sono - continua il rappresentante dei pescatori -: ci sono nell’area di Polo nautico che ha spazi immensi che non vengono sfruttati. Prima di frazionare dovrebbero dimostrarne l’utilizzo produttivo in base a quegli accordi per cui le concessioni sono state date. Quella di Polo nautico è un’area immensa che può essere riconvertita ad area stanziale per le barche grandi. Ma che vanno chiedendo?».

Insomma, giù le mani dal “bozzone”. Intorno ai quali si muovono gli appetiti di chi vuole il mercato ittico oggi esistente, in via di superamento: «In come si rendono disponibili le banchine per l’attracco dei maxi yacht - ha detto al convegno di Cna l’assessore provinciale, Francesco Bambini - c’è tutta la partita del mercato ittico». Seguito a ruota da Pietro Angelini, coordinatore di “Navigo” (il consorzio presieduto da Vincenzo Poerio), he ha ribadito: «Il focus del progetto del porto che vogliamo sono i grandi yacht. E la struttura del mercato ittico esistente è la più adatta per quel Polo tecnologico al quale si sta lavorando». Quello che gli operatori della nautica immaginano - è ancora Giannecchini (Cna) a disegnare il futuro del porto - «è uno spazio fisico che possa essere contestualmente sede del Polo tecnologico così come previsto dalla provincia di Lucca, sede di Navigo in qualità di Centro servizi per la nautica toscana e soggetto gestore del Polo Penta, sede del costituendo Distretto nautico toscano, ed infine sede del Comitato organizzatore dell’auspicata Fiera internazionale della nautica».

Ma non fa gola solo a Navigo, alla Fiera, ai maxi yacht il “bozzone” con il suo mercato. Perché la società Viareggio porto del presidente Giovanni Giannerini spera proprio nel mercato ittico come valore aggiunto che la ricapitalizzi e la renda maggiormente appetibile per chi vorrà affrontare le sabbie mobili della portualità viareggina, in vista dell’approdo turistico atteso da sempre e mai realizzato...

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