Attenzione
Reteversilia, querelati Monciatti e Mazzolini
VIAREGGIO. Sei ex dipendenti di Reteversilia - licenziati o che si sono dimessi volontariamente - hanno presentato in tribunale, tramite il loro avvocato, Riccardo Carloni, due querele nei confronti...
VIAREGGIO. Sei ex dipendenti di Reteversilia - licenziati o che si sono dimessi volontariamente - hanno presentato in tribunale, tramite il loro avvocato, Riccardo Carloni, due querele nei confronti dell’editore, Roberto Monciatti e del loro ex collega, Massimo Mazzolini. I dipendenti dell’emittente viareggina avevano preannunciato le loro intenzioni, dopo che nel corso di una delle edizioni del telegiornale - andata in onda in uno dei giorni di sciopero - erano state fatte illazioni nei loro confronti come presunti responsabili della manomissione di cavi elettrici all'interno della regia.
«Abbiamo presentato la querela, sia nei confronti di Monciatti che di Mazzolini - dicono gli ex dipendenti - perché entrambi hanno detto nel corso del telegiornale che sarebbero stati manomessi dei cavi nella regia facendo illazioni nei nostri confronti, quando sanno benissimo che non eravamo più in possesso delle chiavi che erano state cambiate, dopo che era iniziata l’agitazione all'interno della televisione. Inoltre dal mercoledì precedente l'episodio, non eravamo più all’interno dell’emittente in quanto licenziati, quindi non capiamo come sia stato possibile insinuare che un eventuale dolo sarebbe stato provocato da noi». C’è poi un’altra querela presentato però nei confronti di Monciatti. «Questa - spiegano - si riferisce al giorno del presidio di fronte alla Misericordia, quando Roberto Monciatti venne fuori e ci apostrofò in malo modo. Nello stesso tempo ricordiamo all'editore di Reteversilia che siamo in attesa del saldo delle nostre spettanze che ammontano ad alcune migliaia di euro per ogni dipendente licenziato. È passato oltre un mese, ma nessuno ci ha comunicato più nulla, ed anche questo non è certo il modo di comportarsi. Nello stesso tempo non abbiamo saputo più nulla neppure dall’amministrazione comunale».
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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